Rischio credito: al Sud interessi più alti del 2,5%

Il diverso grado di rischio, i tempi delle procedure di recupero, la frammentazione dei rapporti creditizi producono un differenziale tra i costi del credito nel Mezzogiorno e la media nazionale compreso fra l’1 e il 2,5%. È quanto scrive l'Abi nell'ultimo rapporto Banche e Mezzogiorno. In particolare, rileva l'Associazione bancaria italiana, fortemente più elevato della media nazionale appare il grado di rischiosità degli impieghi: a fronte di una media del totale Italia del rapporto sofferenze lorde/impieghi pari al 4,7%, tale valore risulta pari al 10,9% nell'Italia meridionale e all’11,7% nell'Italia insulare (con un differenziale rispetto alla media nazionale di circa 7 punti percentuali). Un motivo di ottimismo c’è: negli ultimi anni il differenziale tra Nord e Sud, quanto al rischio che il credito bancario non sia restituito, si va riducendo. Tale fenomeno può trovare spiegazione nell’adozione anche al Sud, negli anni più recenti (a seguito del processo di consolidamento dell’offerta da parte del sistema bancario), di più adeguati processi di selezione del merito creditizio. Il problema degli alti tassi d'interesse al Sud, e in particolar modo in Calabria, è stato sollevato più volte negli ultimi anni, soprattutto in Parlamento. La tutela della trasparenza e della correttezza nell’accesso al credito bancario spetta per legge alla vigilanza della Banca d’Italia.

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