A rischio le forniture di gas all’Ue

Possibili ricadute dalla guerra tra Gazprom e Bielorussia. Bersani: «Nessun problema»

da Mosca

Gazprom non sarà in grado di compensare il gas prelevato eventualmente dalla Bielorussia per assicurare il suo fabbisogno interno in caso di mancata firma del contratto per il 2007 e di chiusura delle forniture: lo ha detto il vicepresidente del gigante russo, Alexandre Medvedev, citato dall’agenzia Interfax. Ciò significa che diventano a rischio le forniture per l’Europa. «Sfortunatamente non sarà possibile, in particolare per un lungo periodo, assicurare una piena compensazione se la Bielorussia preleverà gas nella quantità che sta consumando», ha dichiarato Medvedev. «Abbiamo la responsabilità per le forniture verso i nostri clienti in base ai contratti conclusi. Faremo il possibile per compensare un prelievo illegale», ha aggiunto.
Secondo l’agenzia Itar-Tass, che cita il presidente di Gazprom, Alexei Miller, il colosso russo ha già inviato ai suoi partner in Lituania, Polonia e Germania la segnalazione di possibili problemi nel transito di gas attraverso la Bielorussia dal primo gennaio 2007. Gli scenari, comunque, variano a seconda di vari fattori, stando a Interfax: il volume di gas prelevato da Minsk, le condizioni meteorologiche, la quantità di gas che Gazprom riuscirà a riconvogliare e le disponibilità dei depositi sotterranei di Gazprom in Europa. Da parte sua, mentre l’Ue sostiene di non essere preoccupata dalla situazione, il governo tedesco ha fatto appello a Gazprom perché dia prova di moderazione nel nuovo conflitto che l’oppone alla Bielorussia. C’è poi l’Italia, allineata alle tesi di Bruxelles. Palazzo Chigi non vede all’orizzonte un altro caso-Ucraina con la riduzione delle forniture di gas, in quanto «siamo interessati parzialmente dalle infrastrutture di transito in Bielorussia», ha rassicurato il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani.
A inizio 2006 un conflitto analogo a quello ora in corso tra Mosca e Minsk si determinò tra Gazprom e Ucraina, con il risultato che il gruppo energetico russo sospese per alcuni giorni le forniture di gas a Kiev.