Il rischio Italia

Probabilmente il grande pubblico segue con partecipazione abbastanza distaccata il dibattito sulle ingerenze del governo negli affari aventi oggetto società italiane: le missive degli ambasciatori, le repliche degli economisti danno un’idea spesso lontana delle conseguenze di certi atti, quindi cerchiamo di riportare quanto sta accadendo in Italia con esempi più concreti. Immaginatevi venditori di una casa, immaginatevi dal notaio per il rogito dopo aver lungamente cercato e trovato un compratore disposto a pagare un prezzo per voi soddisfacente, immaginate adesso che al momento della firma si precipiti in banca un funzionario del comune che dica al nostro acquirente: «Ah, vedo che sta per comprare quella casa... ma lo sa che abbiamo in animo di costruirci di fianco una discarica? Non abbiamo ancora deciso niente, ma è mio dovere informarla che se lei compra quella casa mi farò immediatamente promotore di una risoluzione che autorizzi la discarica al più presto!».
Probabilmente a questo punto il compratore ringrazierebbe, saluterebbe e tornerebbe a casa sua: perché rischiare? Se poi aggiungiamo che qualche amico del sindaco si era fatto avanti nei giorni precedenti offrendo per quella stessa casa una cifra più bassa, il quadro è completo e dichiarazioni ufficiali che il comune «non ha in concreto posto in essere alcun atto ostile» suonerebbero beffarde. Il valore di quella casa diminuirà subito, proprio perché sarà chiaro a tutti che i «non amici» verranno ostacolati, anzi, probabilmente il prezzo reale potrebbe scendere ulteriormente qualora passi l'idea che quella casa potrebbe essere oggetto di chissà quali ripicche a seconda del cambio di giunta.
Gli investimenti di lungo termine hanno bisogno di certezze: la certezza attira capitali quanto nessun altro fattore economico è in grado di fare: i forzieri delle banche svizzere sono colmi di capitali perché la tradizione di immutabilità e affidabilità della Confederazione sono la miglior calamita per il denaro, e ciò anche con costi per nulla competitivi rispetto ad altre piazze finanziarie. Il mare della costa magrebina è splendido: come mai però una casa vista mare in Algeria costa come il bagno di una casa simile in Costa Azzurra? La chiave è tutta nell'affidabilità degli investimenti e, a questo proposito, le cifre snocciolate dall'ambasciatore americano Spogli sono a dir poco impietose: difficile rimanere indifferenti davanti alla differenza tra i 324 miliardi degli investimenti Usa in Gran Bretagna a fronte dei 26 in Italia. È una ben magra consolazione il pensare che se si parte così bassi è perché evidentemente siamo abbastanza ricchi di nostro e anche perdere quel poco che c'è è poca cosa, ma non sarebbe meglio pensare alle enormi opportunità che anche piccoli incrementi negli investimenti ci consentirebbero? Purtroppo gli inizi sono ben poco incoraggianti, e finché si continuerà con i fogliettini sottobanco, con le minacce di decreti e con i ministri che delegano i comici a partecipare alle assemblee nessuno si farà vivo: perché rischiare? In fondo i Paesi su cui investire sono tanti...
Claudio Borghi
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