Rischio rincari se la tassa cresce

Riccardo Re

Una stangata di tre cifre percentuali sta per piovere sui pubblici esercizi. Ma le organizzazioni di categoria Fepag-Ascom-Confcommercio e Fiepet-Confesercenti non ci stanno e sono pronte a dar battaglia al Comune di Genova, promotore di questo imminente «ritocco» sulla tariffa d’igiene ambientale.
Un aumento non ancora definito ma confermato dalla giunta comunale che, stando alle prime indiscrezioni, sarà intorno al 150 per cento per i ristoratori e circa al 100 per 100 per gli altri titolari della categoria. Una tassa che arriva in un momento difficile per i commercianti costretti già a fare i conti con altri aumenti. Senza nessuna minaccia i dirigenti Fepag confermano che qualora fossero confermati questi aumenti per estrema necessità saranno costretti a prendere provvedimenti non solo legali. Non è nelle loro intenzioni ma è altrettanto esplicito nelle dichiarazioni degli esercenti che come estrema ratio, prima di un’eventuale chiusura, i titolari saranno costretti o a lasciare a casa i dipendenti o ad aumentare i prezzi. Un tipo di inflazione che si precisa non sarà un’inflazione da consumi ma bensì un’inflazione da tariffe. Per scongiurare questo si attendono risposte dal Comune che fino a oggi si è dimostrato alquanto inerte sulla situazione.
Come spiega Giacomo Rossignotti, presidente Fepag-Ascom-Confcommercio e titolare del bar Mangini, per poter valutare e fare eventuali proposte conciliative si erano richiesti dati che fino a oggi il Comune non ha ancora comunicato. «Il gettito della Tarsu 2005 per le singole categorie, il totale Tarsu 2005 per abitativo e non abitativo e i costi del servizio di raccolta dei rifiuti di Amiu al lordo dell'Iva» spiega Rossignotti sono indispensabili per dare una valutazione obiettiva ma il timore è che «lo stesso Comune non disponga di questi dati». Oggi ci sarà un incontro con gli assessori Luigi Liccardo e Gianfranco Tiezzi, spiega Giorgio Bove, presidente dei ristoratori, in cui ci si augura di trovare un’intesa per questa imposta che sembra anomala ed eccessiva. Una tariffa alquanto arbitraria visto che fino a oggi è stata pagata dagli utenti domestici e non domestici indistintamente mentre ora, per un periodo sperimentale, ma anomalo (nel 2007 la T.I.A. verrà sostituita da un’altra imposta) ci sarà un aumento che colpirà solo gli esercenti. Numerose quindi le perplessità «o hanno fatto male i conti in passato o adesso c’è qualcosa che non torna» tuona il titolare del ristorante Ippogrifo. A essere colpiti saranno solo i commercianti nonostante il listino di categoria segnali che gli aumenti imposti dagli esercenti è nell’ordine dell’inflazione e i prezzi dal 2002 sono schiacciati in favore dei consumatori. La paura, afferma Rossignotti, «è quella di scoprire di avere solo doveri e non diritti». La tassa maggiorata sarà da versare in 2 rate contro le 4 del 2005 mentre non sembra che siano previsti miglioramenti nei servizi intesi anche come maggiore pulizia dei cassonetti. Paradossale la situazione che gli esercenti siano costretti a depositare i rifiuti in orari non congrui alle loro necessità con il rischio di pagare una multa o perché si trattengono i rifiuti all’interno dei locali o perché li depositano in orari non stabiliti.