Rischio valanghe sulle case delle vacanze

Non mi stancherò mai di dirlo. Vedere politici, di centrodestra e di centrosinistra (di centrodestra, di più) che mettono mano alla fondina appena sentono la parola «cultura», è qualcosa di sconfortante. E trovo che fra i (tantissimi) meriti del nostro direttore Mario Giordano, professionali ed umani, ci sia quello di avere avviato il dibattito sulla cultura di destra e di aver dato voce a Stenio Solinas e al suo grido drammatico: «Il re è nudo», che ha dato la stura a un dibattito molto bello e molto interessante.
Sempre da queste colonne, da quelle di un Giornale che non ha paura di mettere i piedi nel piatto, avevamo lanciato il dibattito sulla cultura moderata a Genova e in Liguria, sul centrodestra e sul ruolo degli intellettuali. Non belle statuine sul comò della politica e dei politici, ma parti attive nel tentativo di disegnare una nuova città e una nuova regione. Almeno, così la pensiamo noi. E la pensiamo a maggior ragione di fronte a una città in cui il massimo dell’elaborazione culturale che si raggiunge è il dibattito sulla Biennale del Mediterraneo, tema che ha raccolto più reazioni di quante siano state le persone che hanno capito cosa diavolo sia la Biennale del Mediterraneo. Io, ad esempio, che ho molti limiti, non l’ho capito.
Insomma, serve una svolta. E così come in molti settori, ma in particolare per la cultura, la svolta può essere raggiunta mettendo insieme le forze migliori in campo. Senza chiedersi qual è il colore della maglietta che indossano e senza pretendere un esame del sangue sul passato. Ma facendolo per il futuro.
Proprio in quest’ottica pensiamo che il dialogo e la collaborazione con Luca Borzani e con la sua Fondazione per la cultura di Palazzo Ducale siano un punto di nuovo inizio. E credo di poter rispedire al mittente, con affetto, i rimbrotti di un nostro caro amico e lettore come Giovanni Grasso, finissimo incisore, uomo libero ed artista vero, che stimo moltissimo. (...)

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