La riscossa dei nuovi teatri

All'inizio di una stagione teatrale che, per i tagli dei finanziamenti pubblici, si preannuncia particolarmente difficile, a Milano aprono ben quattro nuovi palcoscenici. In due casi, a essere precisi, si tratta di una riapertura: cioè dell'avvio di un nuovo percorso scenico che consente a sale storiche, da tempo ormai inutilizzate, di tornare a rivolgersi a un pubblico di ampia portata. Il Teatro Martinitt - che questa sera e domani offrirà alcuni Assaggi di stagione, cioè brevi frammenti degli spettacoli in cartellone dalla prossima settimana - è stato chiuso per quattro decenni. Costruito durante gli anni Trenta all'interno dell'omonimo orfanotrofio maschile, è stato attivo fino ai Sessanta con una programmazione indirizzata soprattutto ai ragazzi ospiti dell'istituto, e in seguito anche agli abitanti dei quartieri a Nord di Lambrate, per poi diventare un traballante cinema di periferia che ha conosciuto un veloce crepuscolo. Il nuovo Teatro Martinitt (in via Pitteri 58, info: www.teatromartinitt.it) è invece un'attrezzatissima sala da oltre quattrocento posti nella quale andranno in scena spettacoli con un taglio popolare, ma non per forza leggeri, capaci anzi di gettare uno sguardo critico sull'attualità.
Anche il Teatro alle Colonne è nato negli anni Trenta, quando le canoniche attigue alla basilica di San Lorenzo sono state completamente ristrutturate, ed è stato nel tempo un punto di riferimento importante per la zona del Ticinese. Durante la prima metà del Novecento, nell'area compresa tra il Carrobbio e la Vetra, abbondavano i palcoscenici popolari, su cui imperversavano gli attori del varietà: in questo contesto, il Teatro alle Colonne rappresentava una «variante spirituale», una sala incastonata negli edifici della parrocchia nella quale si poteva assistere a spettacoli con finalità «edificanti», ma in grado di fare concorrenza a quelli in programmazione nelle sale dei dintorni. In fondo, il nuovo Teatro alle Colonne, animato dalla compagnia Scheriani-Mandelli, non si distacca troppo da questa formula: presentando la loro «stagione ad alto contenuto umano» che avrà inizio venerdì 22 ottobre (info: www.teatroallecolonne.it), Paolo Scheriani e Nicoletta Mandelli hanno deciso infatti di «porre l'accento sulla dignità e sacralità della vita», al fine di «smuovere il cuore e l'intelletto di ognuno».
Una visione in senso lato «umanistica» è presente anche nella programmazione dello Spazio Tertulliano, piccola realtà artistica e culturale che si è insediata nella struttura lasciata libera dal Pim, trasferitosi in zona Abbiategrasso. Diretto da Giuseppe Scordio, regista e attore che ha lavorato per anni al fianco di Giulio Bosetti, il Tertulliano propone classici rivolti a un pubblico giovane, ma soprattutto realizzati da giovani. L'apertura di stagione infatti è stata affidata a un bravo regista ventenne, Alberto Oliva, che ha scelto di mettere in scena un classico della drammaturgia del Novecento come La lezione di Ionesco (in cartellone fino al 31 ottobre, informazioni a www.spaziotertulliano.it ).
Il quarto teatro da poco aperto a Milano si trova in un comune dell'hinterland, Cusano Milanino. Qui la compagnia Aia Taumastica, grazie all'apporto fondamentale della Fondazione Cariplo, ha creato nella torre di un acquedotto di inizio Novecento uno spazio articolato in una piccola sala teatrale, un'area espositiva e un caffè letterario. L'inaugurazione ufficiale della Torre dell'Acquedotto è prevista per giovedì 4 novembre.