Riserve auree, Forza Italia contro Prodi

Prodi apre sull'utilizzo delle riserve auree per la riduzione del debito pubblico. Bonaiuti, portavoce Berlusconi, non risparmia una stoccata al premier: "E' capitan Uncino. Dopo il tesoretto, ora l'assalto a Bot, Cct e riserve auree"

Roma - Il premier apre la discussione sulle riserve auree. Forza Italia non ci sta. "Prima il tesoretto, ora l’assalto ai Bot, ai Cct e alle riserve d’oro. Prodi vuol fare il primo ministro oppure capitan Uncino?". Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, interviene così sulle dichiarazioni del presidente del Consiglio sulla risoluzione di maggioranza al Dpef. "Dopo aver chiamato tesoretto il maltolto, ovvero quanto è stato sottratto agli italiani con una gragnuola di tasse, il governo ora vuole "armonizzare le rendite finanziarie", ovvero aumentare le aliquote su Bot e Cct e, se non dovesse bastare, utilizzare anche le riserve auree. E meno male - conclude Bonaiuti - che la sinistra chiamò il suo programma 'per il bene dell’Italia'...".

Prodi sulle riserve auree "Il fatto che sia iniziato un dibattito serio sul tema dell’utilizzo delle riserve auree è certamente positivo" ha detto ai giornalisti Romano Prodi rientrando da un breve giro con la moglie a Castiglione della Pescaia. "E' bene - ha aggiunto il premier - che il dibattito vada avanti. In molti paesi ci sono state scelte diverse. Alcuni hanno venduto una parte dell’oro, altri non l’hanno fatto. Ma è comunque un dibattito positivo". L’intervento del premier sull’utilizzo delle riserve auree si riferisce alla risoluzione di maggioranza presentata al Dpef alla Camera che impegna il governo a utilizzarne una parte per la riduzione del debito pubblico. L’Unione - si legge nel testo della risoluzione presentata a fine luglio - impegna il governo a "effettuare anche nei rapporti con l’Ue una ricognizione di tutti gli strumenti utili a determinare una significativa riduzione del debito pubblico sia con riferimento a forme concordate di utilizzo delle riserve delle banche centrali, in oro e in valuta eccedenti quanto richiesto dal concerto con la Bce per la difesa dell’euro, anche sulla base delle esperienze di altri Paesi, sia con riferimento alla classificazione delle operazioni patrimoniali e delle partite finanziarie, nonchè ad aprire nuovi spazi per forme più qualificate di spesa pubblica".