Riserve auree, dalla Ue stop a Prodi

Un no chiaro da parte di Bruxelles contro <strong><a href="/a.pic1?ID=198218" target="_blank">l'idea lanciata ieri dal premier</a></strong> di utilizzare le riserve auree di Bankitalia per far fronte al debito pubblico: &quot;Una misura simile può essere decisa solo dalla Bce&quot;

Bruxelles - Altolà della commissione Ue sull’ipotesi di un utilizzo da parte del governo italiano delle riserve auree di Bankitalia: "Spetta solo alla Bce, nella sua piena indipendenza, decidere sulle riserve auree degli Stati membri dell’area dell’euro", afferma il portavoce dell’esecutivo europeo responsabile per gli affari economici e monetari. "Dal primo gennaio 1999 - afferma il portavoce della commissione Ue - le riserve estere degli Stati membri dell’area dell’euro, comprese le riserve auree, sono detenute e gestite esclusivamente da Sistema europeo delle Banche Centrali, che è governato dalla Banca centrale europea. Tutto ciò in base all’articolo 105 del Trattato della Comunità europea. Spetta perciò alla Bce - prosegue il portavoce dell’esecutivo europeo - decidere sulle riserve auree degli Stati membri dell’area dell’euro, nella sua piena indipendenza".

Da verificare le eccedenze italiane Il tema è scottante perchè tocca le prerogative delle banche centrali ma sia Prodi che il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa non sembrano volersi tirare indietro pur mostrando grande attenzione alla correttezza istituzionale. "Se ci siano eccedenze non lo so e vorrei verificarlo con la Banca d’Italia - ha detto il ministro dell'Economia -. Mentre so bene che l’indipendenza finanziaria delle banche centrali è parte costitutiva del loro statuto di indipendenza, che io come pochi altri ho contribuito a definire e a realizzare. Entro questi limiti governo e parlamento hanno pieno titolo ad occuparsi di queste tematiche", ha detto l’ex consigliere della Bce.