Il risiko dei cieli delle piccole compagnie

Malumore tra i concorrenti italiani e statunitensi che sono legati a Malpensa

Paolo Stefanato

da Milano

Vito Riggio, presidente dell’Enac, l’autorità che regola il trasporto aereo in Italia, ha anticipato ieri - seppure con una certa cautela - il proprio sì al progetto di Eurofly di operare un collegamento quotidiano tra Milano Linate e New York Jfk con un Airbus 319 da 48 posti interamente riservato a clientela business. Ci saranno ancora consultazioni con il ministero dei Trasporti, ma all’Enac spetta l’ultima parola; la «cauta apertura» è dovuta «alle modeste dimensioni degli aerei». Il progetto è ingegnoso: titolare del volo sarà l’associazione Milano-Manhattan, della quale Eurofly figurerà come fornitore di servizi. Si tratterà quindi di una sorta di aerotaxi, che potrà utilizzare lo scalo dell’aviazione generale gestito dall’Ata, con attese minime e procedure snelle: quello che richiede la fascia alta del mercato, per la quale un prezzo superiore del 10% alla media delle classi business delle compagnie di linea non costituisce un problema. Il progetto, al quale Eurofly sta lavorando da tempo ma che fino a qualche tempo fa doveva essere basato su Malpensa 2, ha suscitato malumori (e probabilmente susciterà reazioni) sia tra i concorrenti italiani (leggi Alitalia) sia, soprattutto, tra quelli americani, «inchiodati» alla più scomoda Malpensa: Linate, a due passi dal centro, è infatti formalmente interdetto al traffico intercontinentale.
Su Eurofly sono puntanti i riflettori del mercato, visto che la prossima quotazione ne aumenta la visibilità e, soprattutto, la cassa. E infatti al nome di Eurofly riconducono le due partite attualmente in gioco nel panorama aereo nazionale: una, in corso, è quella relativa a Volare, l’altra, prossima all’apertura, si chiama Livingston. La prima è la compagnia commissariata in fase di aggiudicazione; la seconda è la compagnia posseduta al 100% dal gruppo Ventaglio, per il quale rappresenta uno dei principali asset cedibili per raddrizzare conti in forte sofferenza. Delle dieci manifestazioni di interesse presentate al commissario straordinario di Volare, solo un paio sarebbero state scartate, e sono in corso le analisi dei dati economici; il 20 dicembre dovranno essere presentate le offerte vincolanti. Tra gli altri, concorrerà Alitalia, nell’intento di aumentare la propria quota di mercato nazionale, ma forse anche con il proposito di accontentare il ministro leghista del Lavoro, Roberto Maroni. Volare è titolare di preziosi slot per il Sud da Linate - che costituiscono l’asset principale - e con Air Europe continua l’attività charter che ne rappresenta la più vecchia tradizione. Linea e charter sono «mestieri» diversi: così le offerte più plausibili sono proprio quelle che ne prevedono la divisione. Da un lato c’è di nuovo Eurofly insieme a Meridiana: quest’ultima vuole le rotte a breve, mentre la prima punta al lungo raggio. Per entrambe si tratterebbe di crescita omogenea; lo scopo di Eurofly - dice l’ad Augusto Angioletti - sarebbe soprattutto quello di cancellare un concorrente, acquisendo la sua quota di mercato ma senza nemmeno mantenere l’unico aereo. Stessa filosofia quella della Neos (100% Alpitour). Il presidente, Lupo Rattazzi, conferma l’interesse ma non anticipa se presenterà un’offerta: «Potremmo acquistare l’attività charter da chi vince, o partecipare alla gara in partnership per tenerci solo Air Europe. Si vedrà». Neos, che riempie l’85% dei suoi aerei con clienti Alpitour, ha conti in ordine: 85 milioni di fatturato, 4 di margine netto, una posizione finanziaria positiva di 18 milioni.
Livingston (compagnia al 100% del Ventaglio, un milione di passeggeri) non è ufficialmente in vendita, ma c’è chi vede un suo passaggio di mano a breve termine. Lo stato di salute della controllante e la dipendenza da questa per circa il 60% dei passeggeri in una trattativa la penalizzano; tuttavia ha un margine lordo positivo e un’attività in crescita di qualità impeccabile. Un analista suggerisce un’ipotesi suggestiva: «Eurofly compra il 50% cash, le due compagnie si fondono e il Ventaglio resta azionista della nuova realtà al 25%, conferendovi i propri contratti».