Il «Risiko» dei giudici: valzer di poltrone nelle aule del palazzo

Una informata di nomine cambia il volto della giustizia milanese. Nel giro di pochi giorni il Consiglio superiore della magistratura ha dato il via ad una serie di decisioni che - mentre colmano i numerosi buchi vuoti nell’organico del tribunale - segnano l’approdo a posti chiave di un gruppo di magistrati - diversi per età, esperienze, orientamento - destinati a costituire il gruppo dirigente della giustizia meneghina nei prossimi anni. Sono i presidenti delle sezioni penali e civili del tribunale e d’appello, i magistrati che gestiscono in prima persona la delicata macchina dei processi.
Già definitiva è la nomina a presidenti di sezione in tribunale penale di Lucio Nardi e di Giovanna Ichino, per molti anni pubblico ministero. Nella commissione che screma le candidature si è registrato consenso unanime di tutte le correnti - e la nomina è quindi sostanzialmente scontata - anche per un altro gruppo di presidenti di sezione penale: sono Pietro Gamacchio, Aurelio Barazzetta e Guido Piffer, tutti già in servizio all’ufficio per le indagini preliminari, nonchè Annamaria Gatto e Oscar Magi, il giudice che sta conducendo in questi mesi il complicato processo agli 007 accusati di avere rapito l’estremista islamico Abu Omar.
Sempre nella giustizia penale, vanno a presiedere sezioni di corte d’appello i magistrati Carlo Crivelli, Marta Malacarne, Luigi de Ruggiero e Vito Tucci. De Ruggiero, ex pm ai tempi degli anni di piombo, faceva parte della Corte d’appello che condannò gli assassini del commissario Calabresi. Crivelli è un magistrato di grande esperienza, la cui carriera ha come unico neo l’infelice frase rivolta ad un pm durante uno dei processi a Berlusconi («è il sistema del bastone e della carota») che causò il rifacimento del processo. Anche Vito Tucci è un magistrato di grande esperienza, la cui nomina era stata finora ostacolata dal fatto di avere un fratello che fa l’avvocato a Milano: una incompatibilità che ora il Csm deve avere ritenuto superata (o almeno, in qualche modo, superabile).
Novità in arrivo anche per la giustizia civile, dove alla carica di presidenti di sezione la commissione del Csm ha nominato Elena Riva Crugnola, Laura Cosentini, Carla Maria Gatto e Filippo Lamanna.
Il quadro dei «colonnelli» della giustizia milanese sembra in questo modo sostanzialmente definito. Resta aperta la partita per i «generali», cioè i capi degli uffici, innescata dal pensionamento del procuratore generale Mario Blandini e del presidente della Corte d’appello Giuseppe Grechi. Per il posto di Blandini, dopo lunghe riflessioni, ha deciso di concorrere l’attuale procuratore della Repubblica Manlio Minale. Che, se ottenesse la promozione, lascerebbe libera una poltrona assai ambita. In pole position, il pm Ferdinando Pomarici (il cui collega Armando Spataro rinuncerebbe a correre per sostenerne la candidatura) e il procuratore aggiunto Nicola Cerrato.