Il «risiko» delle utility riparte da Como

da Milano

Venerdì un balzo del 9%, ieri la replica con qualcosa di più, circa il 10% in chiusura: Acsm Como, la piccola utility lombarda, è entrata nel mirino degli operatori di Borsa. Solo ieri sono passati di mano oltre 100mila titoli, contro una media degli ultimi 30 giorni di 19mila. Tutto il fronte delle ex municipalizzate è infatti in movimento e Acsm è stata una delle poche non «chiacchierate» negli ultimi tempi, registrando anzi cospicui cali.
Tra l'altro, nelle recenti settimane, l'imminenza delle elezioni aveva congelato tutto, almeno a livello ufficiale. Ma per la fine d'aprile, se ci sarà un reale chiarimento politico, gli operatori si attendono una nuova accelerazione nel risiko delle utility. In particolare per quello che riguarda l'asse Torino-Genova-Bologna, in altri termini, Iride-Hera. Ma come si situa in questo scenario il balzo di Acsm?
Le tesi degli osservatori sono piuttosto divergenti, mentre non è chiaro chi stia manovrando il titolo. Innanzi tutto le voci di venerdì: Acsm ha ottenuto la gestione dei servizi idrici integrati dell'area comasca e questo la renderebbe più attraente, permettendo quello che tutto sommato è solo un recupero al listino. Ma non tanto attraente da essere sufficiente a provocare un balzo del 20% in due sedute, sostenevano ieri altre fonti, secondo le quali l'irrobustimento sarebbe dettato dalla necessità di far lievitare il titolo in vista di nuove alleanze. Anche perché non è difficile far balzare in Borsa un’azione poco capitalizzata come quella di Acsm. Ma chi guarderebbe alla società lariana?
La lista dei candidati non è lunga ed è anche abbastanza scontata: l’A2A guidata da Giuliano Zuccoli (nata dalla fusione Milano-Brescia), oppure Agam Monza. Tra l'altro, A2A detiene già una quota del 20% in Acsm: l'agenzia Reuters citava ieri un analista secondo il quale l'ipotesi A2A era la più accreditata, anche perché lo stesso presidente Zuccoli aveva affermato che il gruppo avrebbe potuto crescere mediante acquisizioni di società minori. Fonti vicine ad A2A affermavano però di non essere al corrente di alcuna manovra e nell'impossibilità di fare verifiche in quanto tutto il vertice milanese-bresciano è impegnato in un road show negli Stati Uniti. L'ipotesi di fusione con Agam non porterebbe molto più lontano, in quanto potrebbe essere vista come un irrobustimento delle due piccole società, per poi trattare un'alleanza con A2A da posizioni migliori.