Il risiko della sinistra ridisegna i vertici delle Forze Armate

Dall’esercito al Sismi, così l’esecutivo prepara le nuove nomine

Andrea Nativi

da Milano

Una vera e propria decapitazione e rinnovamento per l'intera struttura delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dell'intelligence: questa è la strategia che il governo sta attuando. Si vuole un cambio della guardia generalizzato ed immediato, legato alla volontà di piazzare uomini fidati o meno indipendenti in ogni casella che conta, e poco importa se ciò può creare o problemi operativi oppure se gli uomini attualmente in servizio sono particolarmente abili e brillanti.
Un primo assaggio c'è già stato, con la scelta di designare consigliere militare del presidente della Repubblica il generale Rolando Mosca Moschini, ripescato quando era destinato ad un’onorevole pensione, a 67 anni e mezzo. Per non parlare del fatto che l'ufficiale è un generale a quattro stelle che è andato ad occupare un posto... da tre stelle, creando uno sconquasso. Mosca Moschini è amico e compagno di gite in bicicletta del presidente del Consiglio Romano Prodi ed è legato al «clan dei nunziatelli» che comprende anche il ministro della Difesa Arturo Parisi e il suo consigliere per la politica militare, generale Giuseppe Cucchi. Cucchi è in corsa per un posto di rilievo nell'intelligence, difficilmente il Sismi, più facilmente il Cesis.
Ormai il destino di Nicolò Pollari, attuale capo del Sismi, pare infatti segnato e i suoi nemici nel governo vorrebbero anche negargli un’uscita di scena dignitosa. Nella rosa di candidati a sostituire Pollari è entrato improvvisamente anche l'attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, l'ammiraglio Giampaolo Di Paola che in realtà non ha alcun motivo di lasciare il suo incarico, visto che ha ancora diversi anni di attività prima di lasciare l'uniforme. Di Paola si è rivelato uno dei migliori capi di Stato maggiore degli ultimi decenni. Ma a quanto pare l'ufficiale non legherebbe con il ministro della Difesa. Un ottimo motivo per rimpiazzarlo. Anche se questa manovra sembra essere rientrata, più che altro perché la maggioranza non riesce a trovare un accordo, è sempre più probabile che un altro alto ufficiale, il generale Gianni Botondi, possa lasciare l'incarico di Segretario generale degli armamenti, la seconda carica militare italiana, per approdare alla Guardia di Finanza, dove il ministro Visco non pare in sintonia con l'attuale comandante, generale Roberto Speciale. In alternativa Botondi, a suo tempo capo dell'ufficio di Mosca Moschini, potrebbe andare al posto di Di Paola allo Stato Maggiore Difesa.
E non è finita. Il prossimo anno infatti ci sarà da rinnovare il vertice dell'Esercito, mentre non ci sarebbero novità in vista per Marina, Aeronautica e Carabinieri, dove recentemente ci sono stati importanti avvicendamenti.