Il risiko societario e il cugino di D’Alema

Energia, voli, sanità, agricoltura: dove punta l’inchiesta su "ItalianiEuropei" con gli amici di Baffino. Il verbale: "Col segretario della Fondazione parlai di Finmeccanica". La tangente Enac da 40mila euro pagata in due tranches a Pronzato, uomo del Pd fedelissimo di Bersani

Scartabellando fra le carte dell’inchiesta sull’Enac, sui voli di D’Alema e i finanziamenti alla fondazione ItalianiEuropei, non è irrituale imbattersi in curiose coincidenze. La Gdf ha lavorato a lungo sugli incroci di business di personaggi assai vicini al presidente del Copasir imbattendosi in società che hanno la loro sede legale allo stesso civico di via della Camilluccia a Roma: presso un noto studio di avvocati ecco la nota Sdb di Vincenzo Morichini, l’amico di D’Alema e suo socio di barca, indagato per false fatturazioni collegate ai contributi alla fondazione nonché corruzione in relazione all’inchiesta sulla tangente da 40mila euro per Franco Pronzato, vicino a Bersani, consulente Pd per i trasporti, e sui passaggi aerei di Baffino. Nella Sdb spunta Adolfo Orsini, Ad di Arusia (agenzia regionale umbra per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura) e «rappresentante delegato» della società agricola la Madeleine, vicino Narni, che fa capo alla famiglia D’Alema. Il nome di Orsini esce nell’appunto dove Paganelli (patron della compagnia aerea usata da D’Alema nonché corruttore di Pronzato per il tramite di Morichini) annotava nomi e cifre. E su Orsini fa rivelazioni pure Pio Piccini, l’imprenditore che finanziava Italianieuropei, che pagava Morichini per avere rapporti privilegiati con le amministrazioni rosse, e che incontrò tre volte D’Alema. «Me lo presentò Morichini, me lo diede come interlocutore per l’Umbria/Roma (...). Parlammo di come presentare un progetto alle Asl e agli ospedali della Regione e mi presentò tutti i direttori generali». Oltre che di sanità Piccini parlò con Orsini anche di agricoltura: «Vista la nostra esperienza nel campo stavamo valutando se era possibile fare qualcosa lì sotto l’egida di Sdb». E qui Piccini fa cenno ad un suo incontro con la presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, citata nel noto appunto di Paganelli.
Tornando alla Sdb, scrive la Gdf, «all’atto della sua costituzione e fino al 30.6.2009 rappresentante legale» è stato Massimo Bologna. Un nome che riporta a Massimo D’Alema, di cui Bologna è cugino, e di cui sempre Piccini fa cenno a verbale: «I rapporti con Sdb venivano tenuti con la parte amministrativa che era rappresentata dal dottor Massimo Bologna che Morichini mi disse essere il cugino di D’Alema per parte di madre. L’ho conosciuto un paio di volte per la firma del contratto (con Finmeccanica, ndr). E poi l’ho sentito solo per i pagamenti». Nel verbale di Piccini decrittato dagli omissis, si legge inoltre: «Non so che ruolo avesse Morichini nella Fondazione, però era sempre presente lì, mi ha portato varie volte, e il rapporto era diretto, era lui che mi ha messo in contatto con tale Antonella, per tutta la parte amministrativa, per pagamento, ricevute e quant’altro. Mi ha presentato il dottor... ha un nome strano, era l’uomo della Fondazione, devo andare a memoria, inizia con la P e finisce con Y, gestiva la fondazione, gli avevo chiesto anche cose su Finmeccanica». Facile collegare quel nome ad Andrea Peruzy, segretario generale di ItalianiEuropei che a più riprese ha respinto le accuse a nome della fondazione. Seguendo i nomi di Bologna e Morichini sempre «domiciliata legalmente» in via della Camilluccia troviamo la «Immobilchini Srl» dell’onnipresente Vincenzo Morichini già in «Consitalia» e in «Agf», e la «Matmo Srl» del cugino di D’Alema, oggi inattiva. Ma soprattutto la Società energie rinnovabili. E a proposito di energia, i finanzieri seguono la pista che a giugno li ha portati a perquisire la Gse di Nando Pasquali, amico di Morichini e di D’Alema col quale ha partecipato l’anno scorso a convegni patrocinati da ItalianiEuropei- sempre in Umbria - sull’energia pulita. Della Gse si trova traccia nel verbale (senza omissis) di Piccini dove spiega come Morichini avesse anche con questa società «grossi rapporti» da allargare in regioni rosse come l’Umbria.