Riso agli asparagi per salutare i neoparlamentari

Scenario da favola o giù di lì, anzi su di lì: l’Hotel «Eden» di Roma, il nome è tutto un programma, tariffa a quattro cifre senza decimali per la suite, e a tre cifre, ma prossima a quota-mille euro, per la camera con vista. Per un party, invece, il costo dipende ovviamente dal menù e dal numero di invitati. E Primocanale, la prima emittente della Liguria, ha voluto fare le cose in grande, celebrando proprio lì, sulla terrazza dell’Eden, autentico paradiso dell’eleganza, della mondanità e del comfort all’ombra del Cupolone, il «primo giorno» dei parlamentari eletti in Liguria. Così l’editore Maurizio Rossi, che a Roma è di casa anche per via dell’incarico ai vertici di Frt, la federazione delle televisioni private, s’è vestito da anfitrione e ha spedito inviti bipartisan. Ottenendo adesioni altrettanto trasversali e convinte. Presenti, felici e contenti, i deputati e i senatori del Popolo della libertà e del Partito democratico, reduci dall’aula parlamentare, ma anche imprenditori, opinion leader e opinion maker, come, tanto per dire, il principe Cesare Castelbarco Albani, la professoressa Isabella Susy De Martini (capitana coraggiosa dei diniani in Liguria), l’esperto di trasporti e logistica Franco Pronzato. Ma la parte dei leoni, si diceva, l’hanno fatta i parlamentari. A bosco, in disordine di apparizione: Luigi Grillo, Roberta Pinotti, Claudio Gustavino, Mario Tullo, Michele Scandroglio, Roberto Cassinelli, Sandro Biasotti, Giorgio Bornacin, Enrico Musso. Assenti, chissà perché, i leghisti. Gli altri a gustare il risottino con asparagi e la miscellanea di fritto misto, innaffiati da un bianco generoso. Menù curato, ma parco, in linea con la riconosciuta sobrietà dei liguri. Tutt’altro che sobrio, invece, anzi molto disponibile, il comportamento dei protagonisti davanti alle telecamere e ai microfoni, pilotati con la consueta maestria dal direttore di Primocanale Mario Paternostro e dal fine conduttore Davide Lentini, entrambi coordinati fuori onda da Alex Toselli, il «Gianni Letta di Maurizio Rossi». Due ore di sorrisi, pacche sulle spalle, scambi di complimenti, in un’atmosfera ideale. Quella che ci vorrebbe per le riforme istituzionali.