«Riso era gay: un’ipocrisia nasconderlo»

«La tragedia umana di Domenico Riso è duplice. Nessuno in Italia ha riconosciuto che la sua morte, con quella del compagno e del bambino che viveva con loro a Parigi, è la fine di una famiglia». A dirlo è Sergio Rovasio, segretario dell’Associazione radicale «Certi diritti», firmatario, insieme a numerose organizzazioni gay, di una lettera in cui si accusano stampa e Tv di aver ipocritamente nascosto che Domenico Riso, l’unica vittima italiana dell’incidente di Madrid, era omosessuale. Intanto i familiari dello steward siciliano non riescono a darsi pace. «Non possiamo accettare che una persona che amava così tanto la vita, un uomo splendido, non sia più con noi - racconta affranta la sorella Concetta -. La sua casa era il cielo. Faceva il lavoro a cui aveva sempre aspirato, aveva realizzato il suo sogno». La donna, insieme ad altri tre familiari, dovrà affrontare a Madrid il riconoscimento della salma.