Una risoluzione Onu anche contro l’aborto

Vorrei condividere con il Giornale questa riflessione sulla risoluzione contro la condanna capitale: «Un grande successo per l'Italia e tutti quei movimenti e persone che si sono battute contro la pena di morte», ha esultato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, con grande soddisfazione del presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha attribuito il successo anche al Parlamento e al governo. Io chiarisco, come premessa, che da cattolica sono contraria alla pena di morte, anche se a volte faccio fatica a giustificare, nella mia limitatezza umana, la sopravvivenza di certi criminali. Ma ora arrivo al dunque: perché l'Italia, così tanto brava a difendere i diritti dei colpevoli (ovviamente fino a prova contraria), non propone una risoluzione all'Europa e all'Onu in difesa dei diritti delle persone innocenti «per definizione», cioè i bambini mai nati, vittime dell'aborto, che hanno come unica colpa quella di non essere desiderati? Non voglio generalizzare, perché a volte l'aborto è una scelta dolorosa e bisogna valutare caso per caso, ma comunque ne faccio una questione di principio. E questa è sacrosanta!