Una risonanza magnetica? Ci vuole quasi un anno

Ma anche i cardiopatici devono fare lunghe code

Marisa de Moliner

Occhio non vede cuore non duole. Il vecchio adagio a Milano in un caso non funziona. Se si hanno problemi agli occhi è difficile farsi curare in tempi brevi, bisogna sopportare lunghe attese, anche cento giorni, e non va meglio a chi soffre di cuore. Per sottoporsi a un’ecografia cardiaca ci vogliono anche quattro mesi. Ma ci sono dei pazienti ancora più sfortunati dei cardiopatici e di chi accusa disturbi oculari. Il record negativo delle liste d’attesa se lo aggiudicano la risonanza magnetica con 300 giorni e la mammografia con 298.

Saper scegliere
Ottenere una visita o un esame in tempi accettabili può diventare un incubo. Conquistare una visita specialistica in poco tempo è quasi impossibile se non in qualche struttura privata che, accreditata, è accessibile pagando il normale ticket, lo stesso previsto negli ospedali pubblici. È il caso dell’Istituto medico di diagnosi terapia e ricerca Malaghia di via Ravizza, dove tra la prenotazione e l’incontro con il medico passano solo due giorni. E va bene anche in altre strutture private dove l’attesa oscilla fra i tre e i sette giorni. Anche se non mancano casi come quello della casa di cura San Carlo, in via Pier Lombardo, e dello Studio Montanari, in via Abbadesse, dove bisogna aspettare 15 giorni. Uno in meno di quelli promessi al Fatebenefratelli, agli Istituti Clinici di Perfezionamento, al San Paolo, al Gaetano Pini, al Niguarda dove c’è una deroga a 60 per la visita urologica. E ben due sono le deroghe applicate al San Carlo: qui per una visita cardiologica ci vogliono 30 giorni e 40 per una dentistica. Deve armarsi ancor più di pazienza chi si mette in lista per una visita ortopedica al Centro S. Maria Nascente, in via Capecelatro: non si ottiene un appuntamento prima di 60 giorni. È più lunga l’attesa di chi si rivolge al San Raffaele per una visita urologica (155 giorni), per una di psichiatria (40 giorni) e una di neurochirurgia (100 giorni). Risparmiare tempo in quest’ultimo caso si può, basta rivolgersi all’ospedale specializzato, l’istituto Neurologico Carlo Besta: qui la deroga è di 30 giorni.

Il punto dolente
Peggiore è la situazione che riguarda la visita oculistica, uno dei punti critici della sanità lombarda (che rimane comunque quella più efficace, tant’è vero che attrae pazienti da tutta Italia). Per farsi visitare da un oculista ci vogliono 25 giorni ovunque: al Fatebenefratelli, agli Istituti Clinici di Perfezionamento, al Niguarda, al San Paolo, al San Carlo, al Sacco, alla casa di cura San Siro, alla Sant’Ambrogio, al Centro Irccs Santa Maria Nascente, al San Raffaele, all’Istituto Auxologico, al Policlinico, al Pio Albergo Trivulzio. E una volta tanto va peggio in due strutture private: alla casa di cura San Pio X (60 giorni) e all’ospedale San Giuseppe (100). Niente a che vedere con i tempi d’attesa per una tac in altre strutture private. Al centro cardiologico Monzino necessitano solo due giorni e tre al Diagnofisic di corso Lodi. Più lunga l’attesa alle case di cura Igea, Ville Turro e Santa Rita: 12, 16 e 20 giorni. Ce ne vogliono 25 negli ospedali pubblici Fatebenefratelli, Istituti clinici di perfezionamento, Niguarda, San Paolo, Gaetano Pini, Besta e Policlinico. Un’attesa identica a quella di diverse strutture private: la casa di cura San Pio X, la Sant’Ambrogio, l’Auxologico, l’Istituto europeo d’Oncologia, il Galeazzi e il San Giuseppe. Più lunga, 60 giorni, è l’attesa per una tac al Sacco e all'Istituto nazionale dei tumori. Ma la maglia nera per la tac se l'aggiudicano con ben tre mesi d'attesa l'ospedale San Carlo di via Pio II, il Centro Diagnostico Italiano di via Saint Bon e il San Raffaele di via Olgettina. E se tre mesi sono tanti, che dire dei cinque che bisogna aspettare per la risonanza magnetica nucleare dichiarati all’istituto neurologico Besta, dei sei del Niguarda e dei dieci del San Raffaele? Chi volesse accorciare un po’ i tempi deve rivolgersi non solo a strutture private (la casa di cura San Siro e l'Igea prevedono 25 e 28 giorni) ma anche a ospedali pubblici. Al Gaetano Pini, all'Istituto Nazionale dei Tumori, si riesce a sottoporsi alla risonanza magnetica in 35 giorni; sono 50 quelli, invece, d'aspettare al San Paolo. Tempi lunghi, questi, ma che non sono niente in confronto ai 90 giorni del San Carlo, ai 100 del Centro Diagnostico Italiano, ai 150 dell'istituto neurologico Besta, ai 180 del Niguarda e ai 300 del San Raffaele.

Un numero verde
Prima di mettersi in coda per un esame diagnostico è bene informarsi al numero verde 840.000.006 attivato dalla Regione che è in grado d'indicare la struttura che può fornire prima la prestazione. Nel caso dell'ecografia alla mammella il call center può dirottare il paziente al Centro cardiologico Monzino o al Pio Albergo Trivulzio dove bastano 15 e 21 giorni, o al Fatebenefratelli, o agli Istituti Clinici di Perfezionamento, o al Niguarda, o al Sacco, o al San Raffaele, o al Policlinico, o al San Giuseppe. Tutte strutture in cui l'attesa è di 30 giorni. In questo modo si possono evitare le lunghe code dell'Istituto Europeo d'Oncologia dove il tempo previsto è pari al doppio, e all'Istituto Nazionale dei Tumori: qui i giorni che distano dalla richiesta all'esame sono 90, mentre al San Carlo i giorni sono ben 120.

Tagliare la fila
Per stringere i tempi gli operatori del numero verde possono prospettare anche altre strutture come il Cedam di via Cerva dove s'ottiene l'esame in 5 giorni e le case di cura Santa Rita, San Siro dove ci vogliono 5 giorni in più. Le indicazioni del call center della Regione possono rivelarsi preziose anche nel caso dell'elettroencefalogramma. Si possono evitare i 30 giorni dell'istituto neurologico Besta rivolgendosi al Policlinico dove quelli previsti sono 21 o al San Raffaele dove ne bastano 12,come al Sacco, al San Carlo, al Gaetano Pini, al San Paolo, al Niguarda, agli Istituti Clinici di Perfezionamento, al Fatebenefratelli. Ma se si vogliono ridurre notevolmente i tempi è il caso di prenotare l'elettroencefalogramma alla casa di cura Ville Turro che offre l'esame nel giro di 7 giorni, o al Pio Albergo Trivulzio ancora più veloce con i suoi 4 giorni o la clinica Igea che è la prima struttura della lista con 3 soli giorni. Affidarsi agli operatori del numero verde conviene anche nel caso della gastroscopia: possono far in modo che non ci si metta in coda al Niguarda dove ci vogliono 50 giorni, o al San Raffaele dove sono necessari 40 giorni, ma ci si rivolga alla maggior parte delle altre strutture dove ce la si cava aspettando una ventina di giorni. Le più rapide sono la casa di cura Igea e l'Istituto Nazionale dei Tumori con 8 e 10 giorni.

Da evitare
E sempre grazie al call center regionale si può scoprire che non conviene assolutamente mettersi in coda al San Raffaele per una mammografia. Perché aspettare 298 giorni quando ci sono altri centri che possono garantire il servizio in tempi più brevi? Non è certo però il caso del San Carlo, della San Pio X o dell'Istituto Europeo d'Oncologia dove bisogna pazientare rispettivamente 120, 90 e 60 giorni. Da evitare perché fanno attendere 40 giorni anche altre dieci strutture: Fatebenefratelli. Istituti Clinici di Perfezionamento, Niguarda, San Paolo, Sacco, Centro Diagnostico Italiano, Istituto Nazionale dei Tumori, Multimedica di via San Barnaba, Policlinico e San Giuseppe. I tempi s'abbattono se si prenota la mammografia all'ambulatorio Diagnofisic di corso Lodi 47 o al Liberty dell'omonima piazza, i più veloci con 2 soli giorni d'attesa.