Risorse per il dissesto idrogeologico: la Liguria impiegava solo il 7 per cento

C’è chi ha pensato per tempo, e comunque ben prima dei tragici eventi alluvionali, a dotare la Liguria di risorse adeguate a prevenire l’emergenza ambientale. Mario Mauro, parlamentare europeo del Pdl da sempre sensibile alle tematiche ecologiche, è uno dei più attenti a questa esigenza. Lo testimoniano, fra l’altro, due interrogazioni rivolte, «in tempi non sospetti», alla Commissione Europea, in merito a frane e alluvioni, cui ha dato puntuale riscontro lo stesso organismo sovranazionale. In particolare, il 4 novembre dello scorso anno, Mauro ha affrontato il problema delle «alluvioni in Liguria che, per la sua conformazione morfologica, risulta essere facilmente danneggiabile dalle piogge», anche a causa delle «anomalie del sistema idrogeologico regionale, oppure, come accade nello Spezzino, nelle zone della Val di Magra e Val di Vara, a causa delle non ultimate opere di messa in sicurezza o per la mancata manutenzione ordinaria e/o straordinaria dell’alveo dei fiumi». In tale interrogazione, l’esponente del Pdl chiedeva «con quali misure la Commissione intendeva intervenire, e come intendeva verificare che gli eventuali finanziamenti europei assegnati alla Liguria per risolvere i problemi idrogeologici o mettere in sicurezza dalle esondazioni siano stati effettivamente utilizzati a tale scopo». Immediata e circostanziata la risposta della Commissione, secondo cui, fra l’altro, «spetta all’autorità di gestione del programma Liguria 2007-2013 la responsabilità fondamentale di decidere circa l’assegnazione dei fondi messi a disposizione».
Altra interrogazione di Mauro sul tema è datata 23 novembre, sempre dello scorso anno, subito dopo l’ondata di maltempo che aveva colpito l’Italia fra il 30 ottobre e il 2 novembre: «La Commissione è a conoscenza - si chiedeva Mauro - dei notevoli dissesti idrogeologici che l’Italia sta subendo, e con quali misure intende intervenire a sostegno delle popolazioni colpite e per mettere in sicurezza il territorio?». Anche in questo caso, è stata sollecita la replica dell’Europa, nel precisare, in particolare, che «in base alle ultime informazioni disponibili, il programma di difesa del suolo e prevenzione rischi naturali presenta un livello di impegni del 19,78% e, rispettivamente, di impegni del 7,05%».