Risorse idriche Monitorate le zone critiche

Creare strumenti di governance della risorsa idrica, destinata a diventare sempre più scarsa nei prossimi anni, per gestire l'acqua in superficie e nel sottosuolo. Un sistema di monitoraggio delle risorse lungo tutto il percorso dell'acqua, dall'uso idroelettrico a monte a quello irriguo più a valle, in modo da renderne più razionale ed efficiente l'utilizzo. Queste le conclusioni dell'incontro presso la sede della Regione Lombardia tra gli assessori Massimo Buscemi (Polizia Locale, Prevenzione e Protezione Civile), Maurizio Bernardo (Reti e Servizi di Pubblica Utilità), Davide Boni (Territorio e Urbanistica) e la delegazione del Parlamento Europeo guidata da Jean Claude Fruteau, francese, vicepresidente della Commissione Agricoltura: è stata illustrata la situazione del territorio lombardo e le azioni di governo attuate e in fase di realizzazione per la sicurezza del suolo, la gestione delle risorse idriche e le criticità presenti nel settore agricolo.
La richiesta della Regione Lombardia al Parlamento Europeo consiste in una maggiore collaborazione nel far confluire le risorse economiche a disposizione per la prevenzione dei dissesti naturali e nella costruzione di sistemi di governo del patrimonio idrico. Intanto la Regione Lombardia, con un approccio intersettoriale, sta affrontando questi temi integrando il sistema di conoscenze nei campi della programmazione territoriale, dell'agricoltura e della gestione delle risorse idriche. Con la legge regionale 12/2005 sull'urbanistica, Comuni e Province sono stati responsabilizzati affinché verifichino le criticità dal punto di vista idrogeologico presenti sul proprio territorio.