«Risorse per Roma» in difficoltà

Sabrina La Stella

È tempo di bilanci e Risorse per Roma Spa si prepara a compilare il suo grazie a una nuova iniezione di capitale pubblico. Il terzo, dal giorno della sua costituzione (delibera comunale 6 marzo 1995, n. 56). Con la delibera capitolina approvata questa settimana, l’Advisor comunale riceve un nuovo aumento di capitale sociale, per il valore di 6 milioni e mezzo di euro. Ed è solo l’ultimo di tutti i conferimenti (il precedente era dello scorso 22 dicembre 2004, delibera n. 314) in favore della società addetta a tutte le attività di dismissione del patrimonio capitolino.
Rpr Spa, la società che segue per il Campidoglio tutte le fasi della vendita e valorizzazione del patrimonio pubblico, «dalla stima preliminare degli immobili - come si legge nello Statuto - fino alla realizzazione dello studio di fattibilità dell’operazione; la pubblicizzazione e l’asta pubblica», non riesce proprio a tenersi in piedi senza sostegno economico e professionale. Mentre il lavoro per la compilazione del bilancio 2005 è già iniziato, rendendo necessaria la modifica dell’atto costitutivo, per arginare il disavanzo dei conti, i bilanci degli anni passati sono ancora più eloquenti. Il 2004 si era chiuso con una perdita di esercizio di 3 milioni e 365mila euro. Forse attribuibile alla scarsa produttività dell’Advisor: il valore aggiunto operativo per dipendente era di 44.873 euro annue, contro il relativo costo del lavoro di 44.937. Come dire che la spesa era più dell’impresa. Ma le risorse per proseguire il cammino societario sono state via via messe a disposizione mediante nuovi conferimenti immobiliari, pari a 12 milioni 573mila euro nel 2004 su un totale patrimoniale di 35 milioni 726mila.
Il bilancio del 2004, sebbene in rosso, era anche migliore del 2003, che aveva chiuso i conti annuali con una perdita netta di 6 milioni 555mila euro. Dunque rispetto all’anno precedente il 2004 per Risorse per Roma è stato migliore, raddoppiando la redditività delle prestazioni (variazione del totale attivo +17,44% e variazione dei ricavi 47,11%). «Il miglioramento non ha comunque convinto del tutto il Campidoglio - spiega Luca Malcotti, consigliere An -. Attualmente lo stesso incarico è stato assegnato a un’altra società, la Campidoglio Finance srl, che ufficialmente si trova in via Eleonora Duse, ma al cui indirizzo non risponde nessuno. A questa è passato il difficile compito di dismissione delle 1.245 unità immobiliari già assegnate a Rpr nel 2001».
Secondo la tabella di marcia segnata dal Comune di Roma, Rpr spa avrebbe dovuto chiudere la vendita di tutte le unità immobiliari entro il 31 dicembre 2003. Poi entro il 31 dicembre 2004. Ma la società è riuscita, per quella data, a venderne solo poche centinaia. A quel punto il Campidoglio, costretto dal mancato incasso della vendita, prevista già nel bilancio consuntivo capitolino del 2004, non ha concesso nuove proroghe. E ha cartolarizzato il credito con l’intervento di un consorzio bancario straniero. Operazione portata a termine attraverso Campidoglio Finance srl, e che ha immesso nelle casse capitoline 230 milioni di euro.
«Da allora - prosegue Malcotti - Campidoglio Finance si è messa all’opera per vendere gli immobili passati nel suo patrimonio e per incassare al posto del Comune». La differenza tra il prezzo di vendita e quello già anticipato rientrerà in parte nel bilancio del Campidoglio e parzialmente costituirà il guadagno della nuova intermediaria, per l’organizzazione delle stesse attività elencate nei compiti di Rpr, fino ad arrivare alle procedure d’asta. Questa volta realmente espletate. L’ultima risale a fine novembre 2005, quando la Campidoglio Finance ha battuto 110 offerte e ha chiuso una vendita del valore di 6 milioni 232mila euro. A presiedere l’operazione il dirigente della Provincia di Roma Antonio Calicchia, nelle vesti di presidente di Commissione, accanto al notaio Paolo Silvestro.