Risparmi Ma ora anche i conti di deposito rendono meno

I tassi scendono, ma non scendono allo stesso modo tutte le remunerazioni pagate dai conti di deposito bancari ad alto rendimento. Questo impiego si conferma tra i più remunerativi per la liquidità: si tratta, in alcuni casi, di oltre due punti percentuali in più di quel che pagano Bot e Cct. Il Conto Arancio, dell’olandese Ing, già a dicembre aveva «anticipato» la Bce, abbassando il tasso offerto dal 4,75% al 4,25%. Chi sottoscrive entro il 28 febbraio prende ancora questo tasso lordo; che al netto della ritenuta del 27% è pari al 3,1%. Ma questo alto rendimento è offerto solo per sei mesi, poi si passa al 3% lordo (2,19% netto). Il risultato è comunque un netto annuo del 2,64%, un punto e mezzo in più dei buoni del Tesoro. Che Banca!, del gruppo Mediobanca, offre invece ora, a chi deposita i risparmi per 12 mesi, il 4,7% lordo (3,43% netto) pagato, peraltro, in anticipo. Una delle remunerazioni più convenienti continua a essere quella di Barclays che offre per tutto il 2009 a chi apre un conto corrente (5 euro mensili di canone) il 5% lordo (3,65% netto), su somme fino a 50mila euro. Fineco adegua invece automaticamente i tassi proposti alla clientela con quelli della Bce: dal 21 gennaio il conto di deposito pagherà l’1,75%. Remunerazioni maggiori si hanno con i prodotti bancari legati a contratti di pronti contro termine, una sorta di scambio di obbligazioni tra il cliente e la banca che non gode però della protezione del fondo interbancario di tutela sui depositi. Tra i più redditizi contratti di questo tipo ci sono quelli offerti da Barclays (5% netto, ma una parte dell’investimento dev’essere destinata dal cliente a un altro prodotto finanziario offerto dalla banca) e quelli di Mediolanum (3% netto).