Risparmiati 1,5 miliardi con taglio tariffe

Dopo Tim, Vodafone e Wind anche «3» sotto controllo per le chiamate tra fisso e mobile

da Milano

L’Autorità per le comunicazioni ha approvato in via definitiva la regolamentazione dei primi due mercati, sui 18 individuati, che fanno parte della nuova normativa Ue sul settore delle comunicazioni. Le nuove norme riguardano il mercato della terminazione delle chiamate mobili e quello dell’unbundling. Il primo riguarda i costi sostenuti per chi chiama con un telefono fisso un qualsiasi cellulare mentre il secondo tratta delle linee fisse a banda larga.
Secondo una stima, le riduzioni previste porteranno le tariffe di terminazione al di sotto della media europea, con un risparmio per i consumatori, nel periodo di applicazione della delibera, di almeno 1,5 miliardi di euro. L’Autorità era già intervenuta a luglio con una delibera che agiva sulla fissazione dei prezzi massimi per la terminazione mobile. Ora l’approvazione della normativa sul «Mercato 16», porterà a una regolamentazione organica dei prezzi delle chiamate fisso-mobile.
L’Autorità, con la sua decisione, ha individuato, per ogni rete mobile operante in Italia e indipendentemente dalla tecnologia utilizzata (Gsm o Umts), un singolo mercato nazionale, identificando i quattro operatori nazionali Tim, Vodafone, Wind e H3G quali operatori dominanti per la terminazione sulla propria rete.
A Tim, Vodafone e Wind l’Autorità ha già imposto il controllo del prezzo di terminazione. La riduzione annuale è del 13% per Tim e Vodafone e del 16% per Wind. L’Autorità ha inoltre deciso di valutare l’applicazione del controllo di prezzo anche per l’operatore di terza generazione «3». La decisione sarà presa entro il 31 luglio 2006. Le riduzioni successive per i prezzi delle chiamate da fisso a mobile avverranno al 1° luglio 2007 e 2008.