«Risparmiatori attenti: Prodi tasserà i Bot»

Antonio Signorini

da Roma

La crescita zero è una «storiella», perché quasi un terzo dell’economia italiana è sommerso e perché tutti gli indicatori dicono che la ripresa è iniziata. È invece vero l’allarme lanciato da Giulio Tremonti sulla fuga di capitali all’estero a causa del temuto aumento delle imposte sulle rendite finanziarie, comprese quelle sui titoli di Stato, contenuto nel programma dell’Unione. La campagna elettorale incalza e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non rinuncia a quella «operazione verità» che molti davano per tramontata dopo il primo faccia a faccia televisivo con il candidato premier della sinistra Romano Prodi. Il Cavaliere torna a snocciolare cifre e percentuali e fa le pulci ai «colleghi imprenditori», questa volta non per le vicende confindustriali, ma perché tengono troppi soldi in banca e non li impiegano per migliorare le loro aziende. E, soprattutto, aggiunge un nuovo tassello al programma di opere pubbliche realizzate annunciando che con l’ultima riunione del Cipe (il comitato interministeriale per la programmazione economica) è stata approvata l’apertura di altri 35 cantieri e che uno dei lavori più attesi, il rifacimento della Salerno-Reggio Calabria, terminerà nel 2009. Sulle infrastrutture, rivendica nuovamente, la Casa delle libertà ha battuto i governi dell’Ulivo «dieci a uno». Mentre se la sinistra dovesse vincere le elezioni si aprirebbero scenari negativi per l’economia.
Capitali in fuga da Prodi. «Le banche cominciano a segnalare che c’è un esodo di capitali all’estero», ha detto il premier confermando quanto sostenuto da Tremonti a Porta a Porta. Il nodo è la tassazione delle rendite finanziarie che colpirà tutti i titoli di Stato, compresi quelli già in possesso dei risparmiatori e dei fondi. E la prova sta nell’entità delle coperture proposte dall’Unione. «Prodi ha fatto un calcolo di 2,5 miliardi di euro da recuperare per pagare la riduzione del cuneo fiscale. È chiaro che questa tassazione non riguarda i Bot e i Cct di emissione futura che saranno molto difficili da calcolare, ma anche quelli in corso oggi, depositati nelle banche, che appartengono ai cittadini, ai fondi, anche a fondi stranieri». Proposte che fanno «saltare ogni fiducia nello Stato», visto che i risparmiatori vedrebbero rotto il patto siglato con le istituzioni al momento della sottoscrizione del titolo. Tra gli effetti che la possibile vittoria della sinistra sta già provocando ci sono anche i «notai assaliti» da chi vuole trasferire il suo patrimonio ai figli, spaventato dal ritorno della tassa di successione per i redditi alti.
Crescita zero, una falsità. Il premier invita poi a interpretare i dati ufficiali sull’economia, alla luce delle peculiarità italiane. «Lo sviluppo zero è una storiella, una falsità». E la ragione è sempre la stessa: «Abbiamo un sommerso che viene giudicato tra il 17 e il 27 per cento». A conforto della tesi che la ripresa è già in atto, il premier ricorda che le imprese hanno registrato «fatturati e utili da record».
Troppi soldi in banca. Un dato negativo, però, c’è. «Sono aumentati i depositi bancari delle famiglie del 35 per cento negli anni di nostro governo. Significa - ha spiegato - che le famiglie sono state influenzate dalla politica antinazionale, antipatriottica, di disinformazione, di pessimismo, di disfattismo, di catastrofismo della sinistra e dei suoi giornali, per cui hanno preferito pensare al futuro mantenendo i soldi in banca piuttosto che consumare di più». Analogamente, le imprese «hanno aumentato del 27 per cento i depositi bancari». E quindi hanno investito di meno. «È un sacrilegio per me - ha commentato Berlusconi -, imprenditore di istinto e di razza, sapere che i miei colleghi hanno messo i soldi in depositi bancari invece di spenderli, rischiando, per le loro aziende».
A quota 106 cantieri. L’orgoglio di Berlusconi si manifesta soprattutto quando si tratta di parlare di opere pubbliche e dell’ultima riunione del Cipe da lui presieduta che ha approvato una lista di opere pubbliche che vanno dalla linea C della metropolitana di Roma alla Pedemontana lombarda e quella veneta, una serie di Hub portuali e una serie di metropolitane. Investimenti per 18,7 miliardi di euro e 35 nuovi cantieri.
Con il Cipe di ieri «entro settembre 2006 arriveremo a 106 cantieri». Per un importo di 71 miliardi e 722 milioni di euro. Nel quinquiennio della sinistra i miliardi «messi in movimento» per le opere sono stati sette. «Se non sbaglio si tratta di dieci volte tanto». È «un buon metro di giudizio» per confrontare un governo che è durato una legislatura e «quattro governi» di sinistra dei quali si ricorda «oltre alla Baraldini e Ocalan sono l’eurotassa e l’Irap».
Un piano per la logistica. Il nodo delle infrastutture è centrale per il centrodestra. Anche perché la carenza di opere ha pesato sulla nostra economia per «63 miliardi di euro». Fondamentale la questione dei valichi «che la sinistra blocca con la violenza». E tra le misure per i trasporti, il governo ha approvato il piano per la logistica che - ha spiegato il ministro alle Infrastutture Piero Lunardi - «consentirà di ridurre i costi di logistica e trasporto di 4 punti percentuali». Oggi i costi per trasporto e logistica incidono in Italia per il 20,5 per cento sul fatturato industriale, mentre la media europea è del 16 per cento, ha spiegato il premier, con un risparmio per le nostro imprese «di circa 40 miliardi».
Il nucleare è il futuro. Berlusconi parla anche dell’emergenza energetica, si dice sicuro che l’atomo «è il futuro», visto che il petrolio è in via di esaurimento e che le energie rinnovabili possono, al massimo, contribuire per il 4 per cento al fabbisogno nazionale. L’Italia - ha confermato - sta già partecipando a studi per il nucleare di terza generazione in Europa e negli Usa.
Tra le decisioni del Cipe, ha informato il ministro alle Attività produttive Claudio Scajola, anche 32 contratti di programma. Per quanto riguarda il fondo aree sottoutilizzate, ha informato il ministro alla Coesione territoriale Gianfranco Micciché - il Cipe ha deciso uno stanziamento di 1,9 miliardi ripartiti tra varie voci, compresi 600 milioni per il terzo macrolotto della Salerno-Reggio Calabria che, ha aggiunto Berlusconi, «sarà terminata nel 2009».