Risparmio gestito, ottobre nero

Ottobre nero per l’industria del risparmio gestito italiano: lo scorso mese sono stati 22,9 miliardi i deflussi dal mondo dei fondi. Il calcolo è di Assogestioni, l’associazione di categoria presieduta da Marcello Messori che fotografa periodicamente il settore. I riscatti e l’andamento altalenante dei mercati internazionali hanno avuto ricadute pesanti anche sul patrimonio del settore che a fine mese si collocava a quota 436,5 miliardi di euro.
Dal punto di vista settoriale particolarmente colpita dai riscatti è stata la categoria dei fondi obbligazionari, che ha perso 12,2 miliardi di euro e ha chiuso il mese scorso con un patrimonio di 167,3 miliardi di euro, pari al 38,3% degli asset totali. L’emorragia da inizio anno arriva così a 56,687 miliardi e incide per quasi metà del saldo complessivo di raccolta, negativo sempre da gennaio per 120,6 miliardi.
Più che raddoppiati rispetto a settembre, anche gli addii accusati dagli hedge, dalle cui casse sono usciti oltre 1,4 miliardi, a fronte di un patrimonio prossimo a 28,7 miliardi.
I fondi bilanciati hanno, invece, accusato riscatti per 1,2 miliardi rispetto a un patrimonio affidato a fine ottobre di poco inferiore a 20 miliardi.
Ma i risparmiatori italiani continuano a voltare le spalle anche ai prodotti azionari, il cui bilancio ha chiuso in rosso per 1,9 miliardi di euro mentre il patrimonio, che da solo vale il 17,7% dell’intero sistema fondi aperti, è sceso a quota 77 miliardi. Si accentua poi la fuga dai fondi di liquidità, con deflussi di poco inferiori a 2,8 miliardi e un patrimonio che sfiora gli 89,3 miliardi di euro, il 20,4% delle masse investite in fondi aperti. In caduta libera, infine, i fondi flessibili, che hanno chiuso ottobre con una raccolta di -3,5 miliardi di euro e un patrimonio in calo (54 miliardi), che rappresenta il 12,4% dell’intero settore.
L’analisi territoriale curata da Assogestioni mostra che a ottobre sono defluiti dalle casse dei fondi di diritto italiano 12,4 miliardi di euro. Il patrimonio investito nei prodotti domestici promossi da gruppi italiani ed esteri è pari a 230,5 miliardi. Per i fondi di diritto estero la raccolta provvisoria è negativa per 10,5 miliardi di euro.