Risparmio, voto in bilico E Banca d’Italia si riunisce

Attesa per il Consiglio Superiore dell’Istituto dopo il caso Antonveneta

da Roma

Il disegno di legge sul risparmio è in bilico, al Senato. Incombe la sessione di bilancio, che incomincia il 7 ottobre, e non mancano i dubbi sulla possibilità che l’assemblea di Palazzo Madama possa approvare entro quella data il provvedimento, compreso l’emendamento sulla riforma di Bankitalia. E intanto domani si riunisce il Consiglio superiore della banca centrale: non è escluso che possa votare una sorta di «fiducia» al governatore Fazio; ma alcuni membri del Consiglio parlano di una riunione ordinaria, convocata due mesi fa, e con un ordine del giorno di routine.
Risparmio, tempi stretti. Il calendario dei lavori del Senato, deciso ieri dalla conferenza dei capigruppo, non appare favorevole a una conclusione del voto al ddl risparmio. Il relatore Maurizio Eufemi (Udc) ha chiesto un «ragionevole contingentamento dei tempi», e ritiene che, «in linea teorica» ci sia il tempo per approvare la legge prima della sessione di Bilancio: «Molto dipenderà - spiega - dall’atteggiamento dei gruppi, specie quelli di opposizione». Il presidente dei deputati Ds Gavino Angius accusa invece la maggioranza d’aver farcito il calendario di troppi impegni: «Si ha la sensazione che la maggioranza non abbia gran voglia di discutere il provvedimento sul risparmio», afferma, dimenticando che nelle scorse settimane proprio l’opposizione ha ostacolato duramente le votazioni sul provvedimento. Eufemi è contrario agli emendamenti che vorrebbero spostare da Bankitalia all’Antitrust la vigilanza sulla concorrenza bancaria.
Domani il Consiglio superiore. Convocata il 28 luglio scorso, la riunione del Consiglio superiore di Bankitalia è attesa con molto interesse: è la prima occasione in cui Fazio potrà parlare a tutti i 13 consiglieri della situazione venutasi a creare intorno al caso Antonveneta. Le indiscrezioni della vigilia parlano di una possibile «fiducia» da parte del Consiglio al governatore, che nelle scorse ore ha incontrato il decano Paolo Emilio Ferreri e l’ex presidente della Consulta Cesare Mirabelli. Tuttavia, secondo due componenti del Consiglio, la riunione dovrebbe restare nei binari della normalità. «L’ordine del giorno è interamente dedicato alla normale attività dell’organismo, e non mi risulta che sia stato cambiato», spiega Giampaolo De Ferra, docente all’Università di Trieste. Anche il professor Ignazio Musu ricorda che quella di domani è una «riunione ordinaria. «Noi, come Consiglio superiore - aggiunge - abbiamo il potere di revocare, eventualmente, il governatore, ma non credo che ci siano le condizioni per farlo». Se poi qualche consigliere volesse esprimere una valutazione sul caso Fazio, nessuno potrà impedirlo. Intanto i sindacati interni insistono sulle dimissioni del governatore: e si appellano al Consiglio superiore perché avvii la procedura di revoca.
Bce, parere sulla riforma. Secondo fonti di Francoforte, la Banca centrale europea esprimerà il parere sulla riforma di Bankitalia proposta dal governo nella prossima riunione di Consiglio presiduta da Jean-Claude Trichet, il 6 ottobre ad Atene. È in partenza, in questi giorni, la richiesta di nuovi chiarimenti alla Banca d’Italia sul caso Antonveneta. Fazio, che partecipa al Consiglio, avrà modo di spiegare le sue ragioni. La Bce è orientata ad approvare sia il mandato a termine che la maggiore collegialità nelle decisioni. Ma resta aperta la questione del regime transitorio per il governatore in carica.