Risposta ai bimbi: «Compito vostro ripulire i vicoli»

Dopo Luca Borzani, Giuliano Bellezza. La lettera aperta dei bambini di centro storico ha toccato un nervo scoperto delle istituzioni e ora tutti si affrettano a rispondere a quell’appello che chiedeva sostanzialmente un po’ di vivibilità. E se l’assessore comunale alla Cultura assicura ai bimbi «un tavolo» per discutere, il presidente della circoscrizione Centro Est tanti bei discorsi li fa direttamente per iscritto. E, ovviamente, spiega che se da un lato i problemi non si possono negare, dall’altro il compito di «rendere più vivibile il centro storico» sarà anche di sindaco, prefetto e questore ma è, «in primis dei cittadini che abitano tra i vicoli». Senza bisogno di troppe traduzioni, a rendere vivibile e sicuro il centro storico devono pensarci gli stessi bambini e i loro genitori, perché «il compito delle autorità è quello di rimuovere ogni ostacolo possibile allo sviluppo e alla riqualificazione; è quello di favorire e sostenere le iniziative dei cittadini volte a migliorare la qualità della vita nel centro storico». Appunto. Ma i bimbi della scuola Garaventa, in sostanza chiedevano proprio questo. Che il Comune riqualificasse (in tutti i sensi) un po’ i vicoli; che i poliziotti rimuovessero un po’ di quegli «ostacoli» che li minacciano ogni giorno impedendo loro di giocare e persino di uscire di casa.
Non era un caso se i bimbi chiudevano la lettera con un significativo «Noi ci siamo, voi ci date una mano?». E se in fondo quella lettera era indirizzata al sindaco di Genova, e poi per conoscenza al prefetto, al questore, agli organi d’informazione e «a tutti i genitori di Genova». I firmatari dell’appello avevano ben chiaro chi dovrebbe intervenire e non lo fa. Ma il rischio è che, sentendosi rispondere che il compito di rimettere le cose a posto spetta «in primis» a loro stessi, vedano sempre più vicino «l’incubo che i nostri genitori cambino casa e quartiere come più volte minacciato». Ma forse questo aspetto è inevitabilmente sfuggito al presidente della circoscrizione che infatti lamenta il fatto di non essere stato fra i destinatari della lettera che «avrei voluto leggere prima di esprimermi».
Giuliano Bellezza dedica poi buona parte della sua risposta a magnificare le cose che l’amministrazione comunale, il parlamentino e lui personalmente stanno facendo per la scuola Garaventa e per i bambini del centro storico, ricordando loro come lui stesso vada «talvolta a mangiare» alla Garaventa «non solo per stare in vostra compagnia ma per verificare che la mensa funzioni bene e che il cibo sia davvero buono». I giovanissimi residenti dei caruggi veramente si lamentavano del fatto che non potevano più giocare perché «i grandi si picchiano e si inseguono con bottiglie rotte» e perché «molte di noi sono state avvicinate e molestate». Più che sul gusto della pasta al pesto a scuola, chiedevano attenzione al loro «obligo di stare a casa a giocare» per paura.
Bellezza comunque un suggerimento ai bimbi lo dà: andate al Porto Antico, quello «è il vostro parco. So bene che in quell’area si affollano tanti bambini e ragazzi per trovare uno spazio dove giocare; sono disponibile a capire insieme come migliorarla per darvi più occasioni di stare insieme con i vostri genitori ed amici». I bambini chiedevano che capisse solo il loro desiderio di uscire di casa senza paura, magari anche per andare al Porto Antico. Comunque i giovani firmatari dell’appello qualcosa hanno ottenuto. Almeno la loro lettera ha fatto saltare qualcuno sulla scrivania. Con buona pace di quei genitori politically correct che temevano che il loro sfogo potesse essere frainteso. E con risvolti razzisti.