Una risposta alla domanda di verità e libertà

Gli applausi a don Julian Carron, in occasione dell’incontro centrale del Meeting, hanno segnato il momento più significativo della settimana.
Decine di migliaia di persone hanno voluto manifestare in modo commosso l’adesione a un’esperienza di libertà che continua a cambiare la vita di molti rendendola all’altezza dei loro desideri. È riavvenuto quello stupore che si prova quando qualcuno parla in modo convincente delle esigenze più profonde del cuore, del male che ce le fa tradire, del bisogno profondo di qualcuno che ci liberi da questo male, dell’incontro inaspettato con chi misteriosamente corrisponde a queste esigenze.
Non è un’esperienza sentimentale, si radica nel popolo cristiano sotto la guida dei pastori e di Pietro, come si è visto dagli incontri con i cardinali Caffarra, Martino ed Erdo e nella testimonianza su Giovanni Paolo II di Mario Agnes, Direttore dell’Osservatore Romano. Questa “entità etnica sui generis”, come diceva Paolo VI, non è un fenomeno solo italiano, neanche al Meeting. Lo hanno testimoniato personaggi come Marcos Zerbini e Cleuza Ramos, che con i loro centomila ex favelados cercano di darsi un’esistenza migliore, fatta di casa, lavoro, salute, e soprattutto di un significato che rende dignitosa la vita.
Quando si prendono sul serio le proprie domande ultime e si vive un’esperienza di libertà, tutta la realtà diventa interessante e positiva. Per questo al Meeting si è parlato dell’aspirazione alla pace e a un nuovo sviluppo, raccontato con grande dignità dai ministri degli Esteri iracheno e afghano.
Per questo ci si è interrogati sul come vivere nel modo migliore le sfide del mondo contemporaneo.
Molti scienziati hanno raccontato dei loro tentativi, domandandosi in particolare, come nel caso di Israel e Cesana, a che condizioni la scienza è veramente per l’uomo.
Numerosi imprenditori, banchieri, manager, giornalisti e professori hanno affrontato le questioni economiche più scottanti in questo momento.
Come avviarsi a un nuovo sviluppo in Italia e in Europa lottando contro un declino incombente? Come dotarsi di energia, utilizzare la tecnologia, innovare in un modo che valorizzi e non distrugga la creatività diffusa nell’imprenditoria e nella società italiana? Come evitare un aumento della povertà dando vita a una nuova welfare society?
Queste sono state le domande poste anche ai tanti politici intervenuti. Nell’ottica di quella libertà come sussidiarietà che valorizza i capaci e i meritevoli si è mostrato l’esempio virtuoso dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Ma la realtà ha le sue contraddizioni che spesso sono motivo di lamentele, recriminazioni e disimpegno.
In questo Meeting si sono mostrati esempi positivi di risposta a queste contraddizioni.
Si è ricordata, in una bellissima mostra, l’esperienza eroica de La Rosa Bianca, un gruppo di amici che hanno dato la vita per la libertà contro il nazismo. Si sono incontrate esperienze che, imitando don Bosco, formano e riavviano al lavoro e alla vita tanti ragazzi segnati dall’abbandono scolastico.
Per educare alla bellezza si sono presentate, inoltre, molte espressioni artistiche e musicali. Si è assistito anche a uno stupendo spettacolo non programmato di musica napoletana, eseguita dai cinquecento “popolani” del Rione Sanità.
Soprattutto però si è vibrato quando la domanda di verità e libertà è diventata il punto determinante per la vita di persone diverse, per educazione, cultura, religione. Si sono ascoltati con fraterna amicizia personaggi come i “superlaici” Ferrara e Pera, Magdi Allam e i suoi amici musulmani, gli ebrei Weiler e Morpurgo, l’ortodosso Vladimir Legojda, gli americani Anderson, Ciongoli e Hendra.
Per questo il Meeting si è chiuso non solo cronologicamente ma idealmente riproponendo la condizione perché una apertura al vero e al bello continui a esistere. Accettando il «rischio educativo» così come proposto da don Giussani, è possibile apprezzare l’incontro con esperienze di libertà, non stancarsi mai di valorizzare il tentativo vero di altri e desiderare per tutti, qualunque sia il punto di partenza, una esperienza di libertà e letizia.
* Presidente Fondazione

per la Sussidiarietà