Rissa in campo, condannato a 10 mesi

Bari Domenica scorsa è stato arrestato, ieri è stato processato per direttissima e ha patteggiato dieci mesi di reclusione, pena sospesa. Questa volta non c’entrano gli incidenti tra i tifosi, ma si tratta della vicenda giudiziaria di un calciatore di 27 anni, che nel giro di poche ore è passato dal campo di gioco alla caserma dei carabinieri e infine a un’aula di giustizia. Lui, Giovanni Cascione, capitano dell’Usd Sibillano 1950 Bari, squadra che milita nel campionato di terza categoria, nella tarda mattinata di domenica, nei minuti finali di una partita contro il Real Sannicandro giocata sul terreno del quartiere San Paolo ha colpito con un calcio alla testa un giocatore dell’altra squadra, Giuseppe Giannini, 20 anni. L’arbitro ha estratto l’inevitabile cartellino rosso ma la cosa non è finita lì; al contrario, Cascione – secondo quanto accertato dai carabinieri – invece di uscire dal campo si è avventato nuovamente contro l’avversario, colpendolo ancora. In campo è successo il finimondo, la situazione è tornata alla calma solo grazie all’intervento degli altri calciatori; più tardi sono arrivati i carabinieri, giunti sul posto dopo essere stati avvisati da qualche tifoso sugli spalti. Il capitano del Sibillano è stato condotto in caserma, dove è stato arrestato; Giannini, invece, è finito in ospedale con una prognosi di trenta giorni: i medici gli hanno riscontrato un trauma cranico, la lussazione di una clavicola e contusioni varie. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dal sostituto procuratore del Tribunale di Bari, Carmelo Rizzo. E il caso è finito in un’aula di giustizia: Cascione è stato processato per direttissima, il calciatore ha chiesto scusa al ventenne rimasto ferito e ha detto di aver agito in uno scatto d’ira. Il procedimento si è concluso con il patteggiamento, non è stata adottata alcuna misura cautelare e il 27enne è tornato in libertà.