Rissa davanti alla discoteca, ucciso per errore

La solita lite tra sudamericani finita tra lame e sangue, concluderà qualcuno per spiegare quello che è successo l’altra sera davanti al «Rainbow», noto locale di musica latina all’angolo tra via Forze Armate e via Besenzanica, frequentato perlopiù da peruviani ed ecuadoregni, dove un uomo è stato ucciso. Tuttavia stavolta la vittima - un operaio peruviano 44enne regolare e residente a Monza, Miguel Pimentel Buitron, morto dissanguato ieri mattina all’alba all’ospedale San Paolo - si è visto strappare la vita per una terribile beffa del destino. Ha incontrato il suo assassino, infatti, fuori dal locale e l’uomo era fuori di sé (ma non ubriaco) per essere appena stato allontanato dalla security del «Rainbow» perché, poco prima, insieme alla sua compagna, aveva avuto una discussione molto animata con altri due sudamericani. Due uomini che nulla hanno a che fare con il peruviano che, purtroppo, ha finito per rimetterci la pelle. E nemmeno con il suo amico, Morses M.C., 45 anni, lui sì clandestino e pregiudicato, che è in ricoverato in gravi condizioni (non corre, però, pericolo di vita) al Fatebenefratelli.
Erano le 23 circa di giovedì quando - secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori della sezione omicidi della squadra mobile - l’aggressore, un sudamericano accompagnato da una donna bionda che parlava spagnolo, avrebbe avuto una discussione all’interno della discoteca con altri due connazionali. Una lite iniziata, pare, proprio per qualche complimento di troppo che i due uomini avrebbero indirizzato alla platinata signora. Un diverbio che si sarebbe trasformato in rissa se gli addetti alla sicurezza del locale non avessero indicato con fare autoritario e che non ammetteva repliche l’uscita alla coppia.
Alla chiusura del locale, alle 23.30, però è accaduto l’inverosimile. Miguel, Morses e le loro fidanzate, uscendo dal «Rainbow», infatti, dopo aver assistito al litigio consumatosi poco prima, devono aver espresso qualche commento sull’accaduto. Pareri che sono stati casualmente sentiti dall’uomo precedentemente allontanato dal locale e che ne hanno involontariamente riacceso l’ira. Dopo un breve scambio di battute con i due peruviani, infatti l’uomo, in preda alla rabbia cieca e veloce come un fulmine, non ha esitato infatti a raggiungere la sua auto di piccola cilindrata, parcheggiata poco lontano, a prendere un coltello che teneva lì custodito e a tornare davanti al locale dove, prima di scappare in macchina con la sua compagna, ha accoltellato più volte Miguel e Morses al torace. Tutto sotto lo sguardo terrorizzato e incredulo delle loro fidanzate.
Dopo che, alle 5.30, l’operaio peruviano è deceduto, gli investigatori sperano di poter ascoltare a breve il connazionale ferito, per avere maggiori informazioni, dopo quelle raccolte dalle due fidanzate, sull’assassino sparito nella notte con la bionda amica.