È rissa tra due famiglie per colpa dei tacchi a spillo

Tic e tac, titic e titac: non se ne poteva più, in quell'appartamento al primo piano del casermone di via Diano San Pietro, a Diano Marina. E allora: «Basta! È l’una e mezza di notte passata da un pezzo. Non è bello sentire una che va avanti e indietro, che ci cammina sopra la testa con quei dannati tacchi a spillo. Facciamola finita». La sentenza del marito cinquantenne viene raccolta immediatamente dalla moglie contemporanea e dalla figlia diciannovenne. Anche perché, con i condomini del piano di sopra, marito e moglie giovani, non è che le cose siano mai filate tanto lisce: da tempo sono in corso tensioni, litigi, qualche insulto a mezza bocca e altrettanti a bocca piena. «Ora la misura è colma. E quei tacchi a spillo, la signora, se li deve togliere!». Il tempo di salire due rampe di scale, suonare il campanello, e la miccia è accesa. Botte da orbi, capelli (e postiche) strappati dalla sede ordinaria, graffi, calci, pugni, persino qualche sputacchio. I vicini, che ovviamente stanno dormendo, chiamano i carabinieri, ma i militari dell’Arma arrivano quando i protagonisti della rissa si sono già pestati per bene. Tanto che, prima di arrivare in caserma per farsi notificare la denuncia, i cinque assatanati transitano dal pronto soccorso: prognosi di venti giorni salvo complicazioni. Mentre i carabinieri proseguono le indagini per identificare i tacchi.