«Rissa con Irvine? Moratti jr non voleva dirlo a mamma»

Finisce con una sorta di 1 a 1 il match in tribunale tra Gabriele Moratti, figlio dell’ex sindaco, e Eddie Irvine, ex pilota Ferrari, controquerelatisi dopo una rissa, ed entrambi presenti ieri in aula. Al giovane Moratti, riuscito produrre un teste in grado confermare la «bicchierata» presa in faccia, Eddie ha replicato con un’amica che avrebbe confermato le minacce ricevute al telefono. In mezzo il tentativo del ragazzo di nascondere alla mamma la botte prese, fingendo un incidente scontro durante una partita di calcetto.
Terreno dello scontro un privé della discoteca Hollywood, dove si incontrarono Gabriele «Bebe» Moratti, 33 anni, e l’inglese Eddie Irvine, 46. E furono subito scintille, sembra per un sms inviato da Eddie all’ex fidanzata di Moratti. Botte da orbi e poi un bicchiere rotto in faccia a «Bebe».
Come ricorda Luca Pagani, 45 anni: «Ho assistito a una discussione animata tra i due, poi Irvine ha rotto in testa a Moratti un bicchiere. Irvine è quindi caduto all’indietro su un tavolino carico di bottiglie. A quel punto lui si è rialzato, dando in escandescenze. Moratti, invece, era in piedi, raggelato, sanguinava in maniera abbastanza copiosa. Dopodiché non c’è stato bisogno che i due venissero separati. Irvine è stato accompagnato fuori, mentre Moratti è stato soccorso. Ho poi visto Gabriele Moratti il giorno dopo una partita di calcetto: voleva nascondere gli effetti dell’incidente della sera prima alla mamma, simulando un incidente calcistico».
Uno a 0 per Moratti. Poi arriva Giorgia Re, compagna di scuola di Gabriele che per tutta la deposizione chiama «Bebe», e amica di Irvine, suo testimone di nozze. Dopo lo scontro, l’inglese si rifugiò a casa sua dove ricevette una telefonata da Andrea Vittori, già campione del mondo di kickboxing e titolare di un’agenzia di sicurezza insieme a Moratti. Ne seguì una lunga conversazione in inglese anche se, sostiene Giorgia Re, Vittori l’inglese non lo parla. Lei nel frattempo sarebbe andata a dormire, per essere poi svegliata dai carabinieri chiamati da un Irvine spaventatissimo che sosteneva di essere stato minacciato di morte.
Uno a uno e udienza rinviata al 27 aprile per l’audizione di nuovi testi e forse il confronto tra le due parti