Rissa tra «lucciole»: ricoverate due giovani romene

Una lite tutta al femminile quella che si è consumata sulla via Salaria, all’altezza del Grande raccordo anulare, mercoledì notte, e ha causato il ricovero di due «lucciole» intente ad adescare clienti. Le due prostitute, entrambe romene ed entrambe di 19 anni, sono state aggredite da due «colleghe» che le hanno ferite con dei coltelli. Un’aggressione che ha reso necessario l’intervento dei soccorsi: un’ambulanza ha trasportato le due «lucciole» all’ospedale Sandro Pertini. La prognosi medica è di venti giorni, ma lo spavento delle ragazze per l’assalto sarà certamente molto più lungo.
Dalle testimonianze che le due romene hanno rilasciato agli agenti del commissariato Fidene, che stanno indagando sull’episodio, è emerso che poco prima dell’aggressione «le nostre colleghe stavano avendo un’accesa discussione con un uomo di nazionalità albanese che le voleva costringere a lasciare la zona perché “sotto il suo controllo”».
L’aggressione di mercoledì notte è l’ennesima conferma del fallimento del lavoro delle telecamere antilucciole, che non hanno diminuito la piaga dello sfruttamento alla prostituzione. Allarmati sull’emergenza sicurezza anche il capogruppo di An del XX municipio Ludovico Todini e il consigliere del III Giovanni Del Prete, che hanno dichiarato: «Solo in un primo momento le telecamere hanno avuto un effetto deterrente, ma le ragazze non hanno fatto altro che spostarsi in un’altra zona. Il maggiore controllo delle forze dell’ordine riuscirebbe a contrastare la prostituzione». Più controlli straordinari anche secondo il presidente della commissione sicurezza del IV municipio Cristiano Bonelli che ha ricordato che «nel periodo in cui abbiamo messo in atto i controlli straordinari della polizia municipale che sanzionavano i clienti delle prostitute, avevamo raggiunto dei risultati incoraggianti. Siamo intenzionati a reperire i fondi per gli straordinari della polizia municipale anche dai privati, così da mettere in sicurezza via Salaria con efficaci misure antiprostituzione».