Rissa in Regione sul garante dei minori

(...) la prima e la seconda commissione si sono ritrovate in riunione congiunta per discutere due proposte di legge sui minori. La prima, di iniziativa del consigliere Fabio Broglia (Udc), era quella relativa all’Istituzione dell’Ufficio regionale di protezione e pubblica tutela dei minori e dell’Osservatorio regionale per il disagio minorile e per i fenomeni connessi. La seconda proposta di legge avanzata da Roberta Gasco (Udeur), era quella dell’Istituzione del garante per l’infanzia e l’adolescenza.
«Ci è sembrato addirittura paradossale», si sfoga Gianni Plinio capogruppo di Alleanza Nazionale, uscito dalla sala gremita di consiglieri, sbattendo la porta insieme a Matteo Rosso (Forza Italia). «Si è concluso per il momento in maniera non certo positiva il caso della bimba bielorussa Maria, che la Liguria ha dimostrato di non saper né voler tutelare e noi, due giorni dopo ci mettiamo a discutere di due proposte per la tutela dei minori? - continua -. Qui sembra che vogliamo prendere in giro la gente che ci chiedeva come istituzioni di fare qualcosa di concreto per la piccola, cosa che nessuno dei responsabili della Regione ha fatto».
Oltretutto le due proposte di legge prevedono la costituzione di Uffici e addirittura la nomina di un garante dei bambini. Fatto nobilissimo, da una parte, ma senza dubbio per dimostrare la buona volontà sui bimbi si poteva fare qualcosa in questo mese di tempo e tentare di dare ascolto alla voce di una bimba di dieci anni che chiedeva al nostro paese una tutela che nel suo non aveva ricevuto. «La giornata di ieri per noi significa soltanto che si vuole formare un nuovo carrozzone con persone che si riuniscono e prendono gettoni di presenza - continua Plinio -. Va detto che per il garante è previsto un rimborso pari a un quarto del compenso di un consigliere regionale».
«Abbiamo ritenuto giusto e doveroso abbandonare i lavori della commissione in segno di protesta nei confronti della preoccupante insensibilità dei consiglieri di maggioranza cui il commovente caso della piccola Maria non ha evidentemente insegnato niente - hanno aggiunto Plinio e Rosso -. Abbiamo così anche voluto contestare l'operato del Governo italiano che, nonostante le convenzioni di New York e dell'Aja pur siglate a tutela dei diritti dei bambini, ha subìto passivamente tutti i ricatti delle Autorità bielorusse e la scandalosa inerzia del presidente Burlando che, disattendendo un ordine del giorno approvato all’unanimità il 12 settembre scorso, non ha mosso un dito a difesa di una bambina impaurita che chiedeva aiuto. È vergognoso, pertanto, baloccarsi - come vuole fare la maggioranza della Commissione anche con discutibile scelta di tempi - con provvedimenti demagogici che dispenseranno a qualche burocrate un po’ di gettoni di presenza ma che, sulla base della triste esperienza recente, con la reale tutela dei minori non hanno nulla a che fare».
Prima di sbattere la porta Plinio e Rosso hanno tentato di far riflettere i colleghi sull’opportunità - almeno in termini di tempo - di presentare le due proposte. Il presidente della Regione Burlando, infatti, non pare avere nemmeno preso in considerazione l’ordine del giorno che lo impegnava a intervenire per tutelare Maria. Qualcuno, a difesa del compagno di partito, ha detto che forse a Burlando l’ordine del giorno firmato da quaranta consiglieri eletti dai liguri non è stato consegnato. Il presidente della Regione, quindi, troppo impegnato nella gestione dei complicati affari internazionali con la Cina, non sarebbe riuscito ad accorgersi del dramma che si stava consumando in una casa di Cogoleto. Resta il fatto che chi poteva fare qualcosa dalle parti di piazza De Ferrari per aiutare una famiglia genovese non ha alzato un dito.
«Adesso ci sembrava tardi», spiega Plinio che ha invitato i colleghi a fermarsi e non affrontare una discussione che, alla luce di quanto è accaduto cinque giorni fa tra Quinto e l’aeroporto, «era quantomeno fuori luogo». Tuttavia, quando Matteo Rosso - spalleggiato anche da molti altri consiglieri di minoranza - ha fatto notare che sarebbe stato sufficiente sospendere la seduta, la proposta è stata respinta.
«Non ce la siamo sentita di partecipare a una riunione che ci sembrava una beffa», aggiunge Rosso. Che precisa: «Vogliamo anche capire come mai Burlando si sia completamente disinteressato del caso di Maria, nonostante l’invito ufficiale a farlo da parte del consiglio e del clamore mediatico creatosi intorno alla vicenda».