Rissa sulle infrastrutture Gagliardi accusa: «Burlando-faccia tosta»

Il sottosegretario azzurro replica alle dichiarazioni del presidente della Regione che denuncia la cronica mancanza delle «grandi opere»

«Da che pulpito! Ma non è lui, Burlando Claudio, attuale presidente della Regione, ma anche ex sindaco di Genova ed ex ministro dei Trasporti, ad aver fatto di tutto per boicottare le infrastrutture? Non c’è che dire: Burlando è proprio una bella faccia tosta!»: non ci sta proprio, il sottosegretario agli Affari regionali, Alberto Gagliardi, ad avallare la tesi del «governatore» della Liguria che ieri, di fronte allo sconquasso provocato dal maltempo e dall’incuria umana, ha parlato di necessità di realizzare le grandi opere infrastrutturali per scongiurare il rischio delle calamità naturali. Il presidente della giunta di De Ferrari, a proposito delle polemiche esplose, in particolare, per il blocco delle autostrade liguri, ha detto testualmente: «Questo dimostra quanto ci sia ancora da fare per infrastrutturare una regione che dovrebbe vivere soprattutto di collegamenti, per le merci, per i passeggeri, e che invece soffre ancora molto in caso di calamità climatiche neanche eccezionali come quelle attuali».
La replica di Gagliardi è velenosa, ma precisa nella rievocazione di precedenti «che molti dimostrano di aver dimenticato». A cominciare dalla bretella Voltri-Rivarolo, affossata a suo tempo da Burlando, e oggi ribattezzata «gronda di ponente», benedetta dalla sinistra e tornata quindi di grande attualità: «Sono sorpreso delle dichiarazioni del presidente Burlando - sbotta il sottosegretario agli Affari regionali -, visto che proprio lui e l'intera sinistra hanno impedito che le infrastrutture venissero realizzate. Ora le invocano, ma fino a ieri le avevano boicottate».
Burlando, poi - insiste ancora Gagliardi - «dimostra grande sprezzo del ridicolo quando dice che in Liguria mancano le infrastrutture: fu lui, in qualità di sindaco di Genova, a bloccare la realizzazione di quella che una volta si chiamava bretella e che ora viene definita gronda, ed è stata la sinistra che, preda dei diversi comitati, ha rallentato o impedito la creazione delle infrastrutture».
Il giudizio di Gagliardi è impietoso: «Oltre tutto, Burlando dimostra di voler continuare a impossessarsi di quanto ha realizzato, in questi anni, il centrodestra. L’obiettivo del presidente della Regione? Chiaro: accreditare tutto a suo esclusivo vantaggio. Gli esempi non mancano - aggiunge il sottosegretario -. Basta citare i provvedimenti a favore dell’agricoltura in Liguria, e la ristrutturazione e il via libera definitivo all’operatività del Teatro della gioventù in via Cesarea».
La verità, secondo Gagliardi è sempre la stessa: «Il comunismo, come metodo e merito, rimane appannaggio degli esponenti della sinistra che traggono origini dal vecchio Pci. Si può pensare che i tempi sono cambiati, che le circostanze storiche e sociali sono mutate, come è cambiato, indubbiamente il modo di presentarsi e di comunicare. Ma la sostanza alla base della strategia complessiva è la stessa del comunismo più tradizionale. In questo, Burlando dimostra di essere assolutamente coerente. Ma non è certo un complimento di cui andare orgoglioso».