Risse del sabato sera, è allarme Da Milano a Roma tre morti

Milano Vite che si spengono in un attimo, come per gioco, manco fosse un macabro e alienante video game. Strade trasformate in campi di battaglia, dove basta una parola di troppo, un’occhiataccia, una banale provocazione per morire. Accade così di dover scrivere di un’ennesima notte di sangue senza perché. Di violenza folle spesso innescata da alcol e droga. Da Milano a Roma, passando per Arezzo e Firenze. Tre morti, feriti vari, spranghe, bottiglie e coltelli trasformati in armi letali.
È la cronaca di una notte di ordinaria violenza questa. Nel capoluogo lombardo una rissa tra nordafricani, senza arte né parte, ma soprattutto tutti clandestini, è finita con un morto e un paio di ragazzi ricoverati in ospedale. Un duello rusticano combattuto con cocci di vetro. È successo all’alba davanti a un locale che evoca sole e vacanze - si chiama Sharm el Sheikh -, un ex night club di via Lombroso finito in un’inchiesta sulle infiltrazioni della ’ndrangheta all’Ortomercato. Motivi per uccidere? Nessuno, se non le troppe birre che circolavano in corpo ai contendenti. «Un episodio» occasionale, spiegano i poliziotti della squadra mobile che dopo aver arrestato un paio di marocchini cercano ora l’assassino di Jamal Ghani, 32 anni, morto per arresto cardiaco dopo essere stato colpito all’avambraccio e all’ascella con un coccio di bottiglia. Quasi stessa ora, luogo diverso, esito identico. Anche a Roma è finita con un morto la maxirissa scoppiata nel quartiere Ostiense davanti agli ex Mercati generali, in via del Gazometro. Tre pregiudicati sono stati accoltellati e uno di loro è rimasto ucciso a pochi passi dalla zona della movida notturna capitolina di Ostiense e Testaccio. Ad affrontarsi con lame e bastoni, a quanto pare a causa di una ragazza contesa, almeno una decina di persone. Nella mischia anche qualche donna. Il ferito più grave è stato trasportato in ambulanza in codice rosso nell’ospedale San Camillo, dove però è giunto già morto. La vittima, ufficialmente, non ha ancora un nome, altre tre persone sono finite al pronto soccorso. Tra loro Massimiliano Lustri, 36 anni, detto «er tapparella», figura nota nella Capitale anche come il «Robin Hood di Testaccio», il quartiere popolare che confina con l’Ostiense. Lui si trova in gravi condizioni in rianimazione.
Brutta avventura, invece, per un romano di 23 anni in vacanza a Firenze per festeggiare il primo anniversario di fidanzamento: è stato aggredito e accoltellato in piazza Duomo, nella notte. Gli aggressori, tre extracomunitari, avevano fatto apprezzamenti pesanti sulla sua ragazza e lui ha reagito. Il giovane, studente universitario, ha invitato i tre di smetterla. Risultato? Uno lo ha spintonato, un altro lo ha colpito con un pugno, il terzo gli ha spaccato in testa una bottiglia di birra vuota e poi, con un coccio, lo ha colpito al collo. Solo l’intervento di un carabiniere di passaggio, rimasto a sua volta ferito, ha evitato che finisse in tragedia.
Infine, ancor prima dell’alba sparatoria ad Arezzo, dove un albanese di circa 20 anni è rimasto ucciso e altri due suoi connazionali sono rimasti feriti. A perdere la vita Agim Leka, 29 anni, il perché è ancora un mistero. Le indagini della squadra mobile di Arezzo, coordinata dal pm Elio Amato, si stanno imbattendo nella reticenza delle tante persone ascoltate. Dalle ipotesi seguite dalla polizia al momento emergerebbero una possibile rivalità o magari il mancato pagamento di un conto economico rimasto in sospeso tra i due gruppi, di cui farebbero parte, così ritiene la polizia, giovani immigrati, tra i 20 e i 30 anni. Tra loro operai o piccoli imprenditori nel settore dell’oreficeria, quasi tutti con regolare permesso di soggiorno, un tenore di vita piuttosto elevato. Assidua anche la loro frequentazione di locali notturni e proprio in uno di questi è scoppiata, dopo mezzanotte, una lite da cui poi successivamente è scaturita la sparatoria. Almeno 7-8 i colpi esplosi, da armi diverse. Insomma erano tutti armati. Come in quelle scene da Far west, dove davanti al saloon ci si affronta in epici duelli. Altro che «spaghetti western». Nelle notti di fuoco italiane si muore davvero.