«Ristofly» in crisi: 42 dipendenti messi in mobilità

Enza Colagrosso

La società di catering Ristofly, che opera a Fiumicino, sta per essere definitivamente assorbita da Aeroporti di Roma. Ristofly, che solo qualche mese fa operava con il nome di Abela, vive ormai una lenta agonia per essere debitrice nei confronti della AdR di circa 800/850mila euro di royalties.
A rivelare i dettagli della vicenda è Nicola Merli del dipartimento provinciale della Ugl trasporti. «La Ristofly - spiega Merli - ha circa 150 dipendenti e fino a oggi ha lavorato fornendo un servizio di catering alle compagnie aeree straniere. In seguito alla sua situazione debitoria con Aeroporti di Roma è accaduto che quest’ultima ha scritto una lettera alle compagnie aeree straniere per intimare di non pagare più, quanto loro dovuto alla società Ristofly, essendo questa debitrice nei suoi confronti, ma di girare i soldi a lei ormai creditrice verso questa società. Dopo aver ricevuto questa comunicazione le società hanno sospeso i pagamenti alla Ristofly ma non hanno neanche versato il denaro ad Aeroporti di Roma, perché non c’era nessuna ingiunzione di un giudice che potesse giustificare la legittimità di questo dirottamento di pagamenti».
«Non ricevendo più denaro - continua il sindacalista - la Ristofly ha dovuto aprire le procedure di mobilità, che sono andate avanti anche se non concordate con le organizzazioni sindacali. Sono state messe in mobilità 42 persone, e ora non ci sono i soldi neanche per pagare il loro Tfr. Per gli operai rimasti in società la situazione non è certo rosea: nelle casse della Ristofly non ci sono più soldi e per questo non vengono pagati già da due mesi e non gli è stata versata la quattordicesima».
«Tutto questo - fa capire Nicola Merli - è accaduto solo per la rigidità di Aeroporti di Roma. Infatti gli esponenti del sindacato hanno incontrato il direttore generale di AdR Di Gennaro che ha spiegato loro: “Noi vantiamo crediti per 45 milioni di euro di royalties delle società che operano a Fiumicino”. Ora se questo è vero - si è chiesto Merli - come mai si sono rivalsi solo nei confronti dell’unica ditta italiana, peraltro già in crisi?».
Sulla vicenda Ristofly Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno chiesto l’intervento del prefetto Achille Serra, del ministro della Funzione pubblica Mario Baccini, del coordinatore regionale di An Francesco Aracri e anche del senatore Ludovico Pace (eletto nel collegio) ma Aeroporti di Roma non sembra, al momento, intenzionata a fare marcia indietro.
La situazione, purtroppo, non offre alternative; i dipendenti che prestano ancora servizio per la Ristofly non vengono pagati e inoltre, visto che nel loro contratto d’area non è prevista alcuna facilitazione per il trasporto, si è arrivati al punto che, dovendo arrivare sul posto di lavoro con i loro mezzi, molti operai sono ormai impossibilitati a raggiungerlo perché non hanno più nemmeno i soldi della benzina.