Ristoranti, bar e pizzerie: la cena è servita (senza glutine)

Partirà a gennaio il progetto pilota promosso dall'Aic, l'Alimentazione fuori casa, per sensibilizzare i ristoratori sul problema della celiachia, che in Lombardia riguarda 18mila persone

Centomila diagnosticati, sei volte tanti coloro che non sanno di convivere con l'intolleranza alimentare, un italiano su 150 interessato. Sono i numeri che interessano i celiaci in Italia. Dalla Lombardia, dove gli intolleranti al glutine ammontano a 18mila, partirà a gennaio un progetto pilota per dare ai celiaci prodotti e ristorazione senza glutine e assicurare a tutti di potersi nutrire in modo corretto anche fuori casa. Per sensibilizzare sul tema della ristorazione senza glutine si è tenuta a Fieramilano una tavola rotonda organizzata dall'Aic, l'Associazione italiana Celiachia nell'ambito del salone dell'arte bianca A.B. Tech Expo, manifestazione dedicata a panificatori, pasticceri e pizzaioli.
«In Lombardia - afferma Elena Sironi, responsabile del progetto "Alimentazione Fuori Casa" per Aic Lombardia - si stimano circa 98mila celiaci a fronte dei 18mila accertati, che possono contare su poco meno di 200 strutture ad essi dedicate. La nostra iniziativa si propone per tutto l'arco del 2011 di far decollare un progetto pilota, che con il supporto di Regione Lombardia, coinvolga le associazioni artigiane di categoria, in modo da creare le opportunità informative e formative in grado di stimolare la crescita di un'offerta ancora troppo limitata».
Il progetto «Alimentazione fuori casa» prevede corsi di formazione, supporti commerciali come vetrofanie e serrati controlli alla filiera di produzione degli alimenti privi di glutine. «L'obiettivo è di esportare l'esperienza italiana anche all'estero e di offrire al celiaco un prodotto di qualità e una scelta diversificata, particolari ad oggi non sempre scontati», hanno concluso i promotori del progetto.
Se cresce il numero di strutture di ristorazione attrezzate per un'offerta gluten-freè (quasi 2.500 in tutta Italia, compresi hotel, bar gelaterie e altro, aderiscono alla rete dell'Associazione Italiana Celiachia, 199 in Lombardia), sono ancora troppi, lamentano i celiaci, i ristoranti, le gelaterie e i bar che restano off-limits.
E proprio al settore dei laboratori artigianali si rivolge il progetto con l'obiettivo di diffondere la conoscenza perchè si avvii una produzione di prodotti freschi per celiaci, per i quali oggi esistono solo pasta, biscotti e pane industriali.
«Anche se - sottolinea Rossella Valmarana, presidente di Aic Lombardia - oggi mangiare senza glutine non è più una cosa punitiva». Sono infatti sempre più vari gli alimenti prodotti dalle aziende e tra gli stand della fiera, ad esempio, c'è anche chi propone, ora che si avvicina il Natale, un panettone a prova di intolleranza alimentare.