Il risveglio di Amato «Tangentopoli? Chance persa dalla sinistra»

«Tangentopoli non è stato un terremoto dell’ottavo grado della scala Mercalli, ma una ventata molto forte che ha fatto cadere alberi privi di forza. Le stesse rivoluzioni abbattono istituzioni che sono già deboli». Così l’ex delfino di Bettino Craxi, Giuliano Amato, ha riproposto a Venezia l’ennesima versione della stagione di Mani pulite. Lanciando un pesante affondo contro il suo passato e gli eredi del Pci: «La sinistra - ha detto l’ex premier - non seppe sfruttare le enormi potenzialità di cambiamento che si erano aperte dopo una svolta epocale come il crollo del muro di Berlino e tutto quello che ne seguì». Per l’ex esponente di punta del Psi di governo negli anni Novanta «vi fu una convergenza stellare» grazie a un intrecciarsi di eventi. «Sarebbe bastato - ammette a 20 anni di distanza - che qualcuno avesse detto: “È caduto il Muro di Berlino, c’è una strada aperta per il socialismo europeo”». Non lo disse nessuno. Nemmeno lui.