Il risveglio tra arte, aste e cinema

«Non esiste in Italia e forse neppure in Europa un'altra città in grado, come Milano, di realizzare un progetto come Triennale Bovisa». A dirlo con entusiasmo è Davide Rampello, presidente della Triennale: «In pochi mesi abbiamo riunito intorno a un'idea architetti, imprenditori, creativi e professionisti di ogni genere e ora Milano ha lo spazio dedicato all'arte più innovativo del mondo». E a proposito di arte: Milano si conferma il più grande mercato italiano dell'arte, anzi il secondo in Europa e il terzo nel mondo dopo New York e Londra, almeno per quanto riguarda le aste, tanto che la grande casa d'aste londinese Christie's ha trasferito da Roma a Milano il suo quartier generale italiano. Passiamo ad un'altra forma artistica. Dalla primavera del 2007 la più prestigiosa scuola di cinema del mondo, la mitica Actors Studio, dove ha studiato gente come Marlon Brando, Robert De Niro e Sharon Stone, aprirà a Milano la sua prima sede europea insieme alla New York Film Accademy, una sede ufficiale e permanente finanziata dall'istituzione centrale, dove si terranno corsi completi per tutte le figure professionali del cinema e della televisione. Solo tre esempi, e questa sarebbe la città «culturalmente spenta» secondo il piagnisteo di rigore su certi giornali e in certi salotti? Ho ripreso solo tre notizie recenti, ma l'elenco, indagando più a fondo, si potrebbe allungare. Da notare, fra l'altro, che le ultime due riguardano scelte compiute da operatori stranieri, inglesi e americani, che certo non scelgono a caso, non fanno beneficenza e non hanno preferenze politiche: se vengono a Milano è perché ci hanno pensato bene e qui vedono prospettive che non trovano altrove. Forse ci sono meno concertoni gratis, meno feste del cinema, meno sindaci romanzieri. Ma c'è più sostanza: c'è, come nota Rampello, la straordinaria capacità di fare, ci sono le energie intellettuali e professionali, c'è la domanda, l'interesse, la disponibilità. E dunque c'è, se non dispiace alle anime candide, il mercato, indispensabile per sostenere alimentare e promuovere. Forse, dunque, è arrivato il momento di smetterla di piangerci addosso.