Il risvolto artistico delle fusioni

Con gli istituti si uniscono anche le collezioni d’arte che questi possiedono

da Milano

La fusione tra Intesa e SanPaolo farà nascere una delle più grandi banche europee, ma «metterà anche assieme due grandi collezioni d’arte e dimore storiche, compresi una dozzina di palazzi nobiliari e dipinti del Caravaggio, Max Ernst e altri». In un articolo in prima pagina l'edizione europea del Wall Street journal sottolinea i fasti artistici delle fusioni bancarie italiane citando i capolavori posseduti da Banca Intesa, SanPaolo Imi, Banca di Sicilia, Capitalia, Monte dei Paschi di Siena. Il quotidiano indica che il SanPaolo di Torino sta trattando con il socio Compagnia di SanPaolo la vendita di opere per un valore di 3 milioni. L'articolo cita Sergio Corbello che «ha speso quasi un decennio» nel catalogare le proprietà artistiche della banca e racconta che «il cacciatore di tesori» è riuscito a trovare un quadro impressionista da 250mila euro in un back office. Il Wall street journal racconta anche il tesoro di Mps che ha un valore di libro di circa 175 milioni, «una cifra solo nominale. Se le opere fossero vendute sul mercato, renderebbero una somma assai più elevata». Secondo l'ad di Intesa, Corrado Passera, le opere d'arte della banca sono sotto-utilizzate: «Il problema non è venderle, è portarle al pubblico».
Il Banco di Sicilia, per esempio, possiede più di una dozzina di palazzi, come Villa Zito, la villa neoclassica di Palermo che ospita un importante archivio storico, e una vasta collezione di ceramiche.
Oggi tutte queste banche hanno il compito di valorizzare al meglio questi tesori e trarne il più alto profitto possibile. Anche Monte dei Paschi - sostiene il Wall Street Journal - è tra le banche che stanno cercando un nuovo modo per utilizzare queste ricchezze. Così, recentemente, ha deciso di esporre la sua collezione al pubblico e ha avviato una consulenza per gli investimenti nel settore artistico.