Rita Borsellino, i veri democratici replicano sempre

Geronimo

La signora Rita Borsellino a una domanda di Gianantonio Stella che riportava quanto avevamo scritto qualche giorno fa si è avvalsa della facoltà di non rispondere. E la cosa ci addolora per davvero. Noi avevamo criticato l’uso da parte della signora della memoria di un servitore dello Stato come Paolo Borsellino per scoprire una sua improvvisa capacità politica in grado, nientedimeno, di governare una regione grande e complessa come la Sicilia. Ed inoltre, aggiungevamo, su di una sponda politica opposta a quella sulla quale, almeno culturalmente, si trovava il fratello ucciso dalla mafia. Opinioni espresse con rispetto della persona della signora Borsellino ma con fermezza. Se volessimo rispondere alla signora con una battuta dal tono altrettanto sprezzante della sua risposta a Stella potremmo dire che l’avvalersi della facoltà di non rispondere è tipico di alcuni ambienti siciliani, non certamente di un politico democratico che è sempre capace di rispondere a una opinione che non condivide con un’altra uguale e contraria. A condizione, naturalmente, che sia in grado di argomentarla. Ma c'è una questione più di fondo che ci divide dalla signora Borsellino. Come è noto noi abbiamo una debolezza verso i democratici cristiani e tra le altre ragioni ce n'è una che ci sta molto a cuore. La Democrazia cristiana negli anni non ha mai sbandierato l'assassinio di Aldo Moro e di tanti altri suoi colleghi di partito per battere l'avversario comunista dell'epoca. Il rispetto della memoria dei caduti e il senso dello Stato metteva fuori dalla polemica politica i morti anche quando essi avevano avuto l'unica colpa di servire lo Stato o un'idea. Continui, la signora Rita, ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Vedrà, se lo volesse, che anche Leoluca Orlando si avvarrà della stessa facoltà se gli dovesse chiedere del perché del suo omicidio televisivo di Giovanni Falcone poco prima che la mafia lo facesse saltare in aria. E, come la signora sa, Giovanni Falcone era uno dei migliori amici di Paolo nella cui memoria essa oggi milita fianco a fianco proprio con Leoluca Orlando di ritorno dalla lunga permanenza sabbatica sull'altra sponda dell’Atlantico secondo un’abitudine cara a molti siciliani.