Rita Marcotulli e il fascino musicale di Truffaut

Simone Mercurio

Thelonious Monk, Elis Regina, Bill Evans, John Coltrane sono alcuni dei nomi leggendari che hanno influenzato e ispirano ancora la musica della pianista romana Rita Marcotulli, questa sera in trio con il sassofonista italo-argentino Javier Girotto (Aires Tango) e il batterista e percussionista Roberto Dani, al La Palma a Portonaccio, dalle 22. Al di là del mondo della musica, la Marcotulli è stata anche influenzata da tante altre esperienze, artistiche, letterarie, visive e, naturalmente, cinematografiche. Il suo ultimo progetto discografico «The Woman Next Door» è un omaggio a grande regista francese François Truffaut, la cui opera ha sempre sentito affine al proprio mondo poetico.
La nostalgia dell’infanzia, la vocazione alla fuga, il rispetto della timidezza, l’ambiguità dell’amore, il senso della vita che scorre, il conflitto tra innocenza ed esperienza, che percorrono tutta la filmografia di Truffaut, stanno spesso dietro alle note delle composizioni e improvvisazioni della brava pianista romana. Il merito di questo progetto è appunto quello di cercare di tradurre in musica le emozioni, le idee e i contenuti espressi nel lavoro del grande cineasta d’oltralpe. «Per fare questo - spiega la pianista - ho utilizzato solo sporadicamente le magnifiche colonne sonore scritte per i film di Truffaut dai vari Georges Delerue, Maurice Jaubert, Antoine Duhamel e Bernard Herrmann. Il tentativo è stato semmai quello di raccontare in musica quelle stesse storie: da Fahrenheit 451 a l'Enfant Sauvage, da Jules et Jim a la Nuit américaine, dalla saga di Antoine Doinel a (per quanto sorprendente possa parere) Tirez sur le pianiste. Un percorso fra jazz e cinema che questa sera verrà proposto anche in trio, oltre ai classici del repertorio della Marcotulli, una delle pianiste più richieste all’estero, che vanta collaborazioni con artisti europei e americani come, tra gli altri, Chet Baker, Steve Grossman, Pat Metheny, Michel Portal ed Enrico Rava.