Ritardi e caos: spoglio sott’accusa

«Non pervenuto». Alle 20, a cinque ore dalla chiusura delle urne, nessun seggio del Comune di Milano risultava ancora scrutinato sul sito ufficiale del ministero dell’Interno. I primi, sospirati risultati, relativi a 6 sezioni, sono comparsi sul sito del Comune poco prima delle venti. «Un ritardo incomprensibile, di cui non riusciamo a comprendere le ragioni», afferma il vicepresidente della Provincia, Alberto Mattioli. Va giù duro il coordinatore provinciale della Margherita, Nando Dalla Chiesa: «Il fatto che non abbiamo ancora dei dati da Palazzo Marino - accusa intorno alle 19 - la dice lunga sulla capacità organizzativa della macchina comunale. Non credo che una scheda grande possa scusare un ritardo così, che in passato non c’è mai stato». E critiche arrivano anche dal responsabile della campagna elettorale della Lega Nord, Marco Reguzzoni: «Siamo preoccupati di come vanno a rilento le operazioni di scrutinio, soprattutto in qualche seggio, invito tutti i rappresentanti di lista a rimanere nei seggi fino a che non saranno compilati i verbali». Nel mirino l’assessore all’Innovazione tecnologica del Comune, Giancarlo Martella, che però svela i tre motivi che spiegano i ritardi e forniscono tutti insieme un alibi al sistema informatico che, precisa l’assessore, «non ha avuto nessun problema di trasmissione tecnica». Innanzitutto, riassume Martella, «c’era il problema della scheda lenzuolo da 99 centimetri e la possibilità del voto disgiunto, con la preferenza a un candidato sindaco e la croce su una lista politica dell’altro schieramento». Secondo: «In città abbiamo 9 centri di raccolta dati, uno per zona, a cui arrivano le schede scrutinate. I vigili incaricati di trasportare i moduli dalle sezioni ai centri, nel corso del pomeriggio aspettavano di averne accumulati un buon numero prima di portare i dati nei centri. Quando ce ne siamo accorti abbiamo dato indicazione di portare le schede una volta arrivate in mano ai ghisa, per evitare rallentamenti». La terza ragione del ritardo starebbe nel sistema di spoglio scelto da ogni sezione, visto che non c’è un’indicazione precisa su quando iniziare a fornire i dati. «Alcune sezioni - conclude l’assessore - una volta finito lo scrutinio per il sindaco sono passati subito alle liste e alle preferenze dei singoli consiglieri senza comunicare quindi il risultato del primo voto». Grande fatica nello spoglio soprattutto per il voto disgiunto, e numerose le schede contestate. «Diversi elettori - segnala il presidente della zona 8 e candidato di Fi, Alessandro Fede Pellone - hanno messo la croce sul simbolo della Lista Moratti invece che correttamente sul nome del candidato, e contemporaneamente hanno espresso la preferenza per un altro partito. Abbiamo chiesto ai presidenti di seggio di considerarli validi ma ci sono problemi».