È in ritardo su una pratica e la sua casa finisce all’asta

Claudia Passa

Novant’anni, invalida, non vedente e non deambulante. Da settanta inquilina di un piccolo appartamento in via Cappellini di proprietà del Comune di Roma, ora in vendita. E tagliata fuori dal diritto di opzione che consente agli affittuari di acquistare la casa ad un prezzo vantaggioso, perché la sua domanda è arrivata in ritardo, dunque non c’è nulla da fare.
Sfidando l’età, la cecità e le precarie condizioni di salute, la signora A.D.F. un bel giorno si è presentata di persona negli uffici di Risorse per Roma, la società che gestisce il patrimonio immobiliare di proprietà dal Comune. Ha ammesso di essere in ritardo rispetto ai termini stabiliti per esercitare il diritto di opzione, e ha sperato - invano - che le difficoltà nell’aprire quotidianamente la posta e nel portare avanti le incombenze pratiche e burocratiche sarebbero state sufficienti a giustificare la poca puntualità. Non solo. Lo scorso 25 novembre ha messo nero su bianco la sua vicenda, e a Risorse per Roma, tramite una lettera, ha chiesto «benevola considerazione» per «ottenere una deroga dei termini di accoglimento dell’esercizio del diritto di opzione per l’acquisto della casa da me regolarmente abitata da circa 70 anni».
Dopo lunghe ricerche - si legge nella missiva - «sono riuscita ad ottenere una vantaggiosa possibilità di credito per poter acquistare l’abitazione» la quale, «inserita nell’elenco degli immobili oggetto d’asta nei prossimi mesi, non è stata tuttavia ancora venduta». L’anziana signora ha allegato il modulo (compilato) per l’esercizio del diritto di opzione, e in fondo alla lettera ha rinnovato l’auspicio di «un benevolo accoglimento» della sua richiesta.
E invece, nulla da fare. Da Risorse per Roma, la signora s’è sentita rispondere che le pratiche sono già state avviate, che i termini sono scaduti. Poco importa se l’interessata ha novant’anni, non vede nulla, vive su una sedia a rotelle. Così va il mondo, nella «città dell’accoglienza». Così va il mondo nella città dove il dramma degli sfratti «legittima» le okkupazioni abusive e un’anziana invalida è tenuta al rigoroso rispetto della burocrazia. E chissà se qualcuno lo farà sapere a Walter Veltroni in missione in Ruanda.