Rito abbreviato per il croato che travolse con l'auto 11 pedoni

L'uomo guidava sotto l'effetto di droghe e alcool. Dopo aver perso il controllo della sua Bmw investì, ferendole, undici persone che aspettavano l'autobus in via dei Romagnoli, ad Acilia. Deve rispondere di lesioni personali volontarie e guida in stato di ebbrezza

Guidando sotto l'effetto di alcool e stupefacenti per poco non provocò una tragedia. Al volante di una Bmw lanciata a tutta velocità in una strada trafficata e in un'ora di punta, lo scorso 5 novembre travolse e ferì undici persone, tra cui due minorenni, che stavano aspettando l'autobus sul bordo della strada, in via dei Romagnoli, a Dragona, vicino ad Acilia. Accettando con la sua condotta, secondo la Procura, l'eventualità di ferire qualcuno (motivo per il quale gli viene contestato il reato di lesioni volontarie, ndr).
Bruno Radosavljevic, 26 anni, torinese di origine croata, sarà processato il prossimo 18 maggio con il rito abbreviato. Nella stessa giornata potrebbe esserci la sentenza. È stato il suo avvocato a chiedere al gup Giovanni De Donato il rito alternativo, che prevede uno sconto di pena. Subito dopo l'incidente Radosavljevic era finito in carcere con l'accusa di lesioni personali volontarie e guida in stato di ebbrezza. Dopo 19 giorni gli vennero concessi gli arresti domiciliari nel campo nomadi di via Ortolani su decisione del tribunale del Riesame. Secondo la ricostruzione dell'accusa, rappresentata dal pm Delia Cardia, l'imputato nel «percorrere via dei Romagnoli in direzione di Ostia Antica a forte velocità, certamente inadeguata alle caratteristiche della strada, e tenuto conto dell'ora e della presenza di traffico e pedoni, perse improvvisamente il controllo del veicolo e invase la corsia opposta investendo undici persone e finendo la sua corsa contro un palo». Il croato ha così «accettato il rischio di eventi lesivi», «essendosi messo alla guida dopo aver assunto sostanze alcoliche e stupefacenti». Nel capo di imputazione il magistrato contesta al rom anche la violazione di due articoli del codice della strada «per aver circolato, in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico accertato di 1,85 mg e in stato di alterazione conseguente all'assunzione di cocaina e cannabis». Nel giudizio si sono costituiti parte civile alcuni dei pedoni investiti, quelli che nello scontro hanno riportato ferite più gravi. Tra questi c'è anche Renata Ferentini, che per le ferite riportate fu per un periodo in pericolo di vita. Poi fortunatamente guarì, anche se con una prognosi di 125 giorni. Ora, attraverso l'avvocato Giorgio Beni, ha chiesto un risarcimento danni pari a due milioni di euro.