Quel rito contadino dei falò di Sant'Antonio

Milano capitale agricola d'Italia

«Lilì, lilò, damm j legn de fà el falò». Nonostante i grattacieli, Milano è la seconda città agricola d'Italia con il 17% del suolo coltivato. Quando divampa la settimana dei falò di Sant'Antonio, nella ricorrenza liturgica di Sant'Antonio Abate (17 gennaio), patrono di macellai e salumieri, contadini, allevatori e protettore degli animali domestici, Milano lo dimostra nel pieno fascino arcaico della campagna. «I milanesi non se ne rendono conto afferma Walter Cherubini, portavoce di Consulta periferie Milano , ma l'anima di questa metropoli è la terra». Grazie all'iniziativa di aziende agricole e associazioni, da oggi a domenica 22 i fuochi si accenderanno dal parco Lambro alla Vettabbia-valle dei Monaci, dal parco del Ticinello al parco delle Cave, transitando per Muggiano e Quinto Romano fino al Boscoincittà, poi a nord fino agli Orti di via Padova. Il calendario, disponibile su www.periferiemilano.com, è stato elaborato nell'ambito del «Progetto AgriCultura», sostenuto da Consulta periferie Milano e consorzio Dam-Distretto agricolo milanese unitamente a Amici cascina Linterno, centro studi ConMilanoOvest e fondazione Milano Policroma, con la collaborazione di associazione Cascine Milano. «A ogni anno nota Gianni Bianchi, presidente di Amici cascina Linterno aumentano i partecipanti a questo spettacolo unico: lingue di fuoco che raggiungono metri di altezza». Fino alla luna, potrebbe dire Pavese, tende quello che un poeta chiamava «il fiore rosso». I falò saranno preceduti dalla benedizione degli animali che negli uomini vedono un falò a noi ignoto.