Ritorna a casa la Pala del Signorelli

La Pala di Arcevia di Luca Signorelli ritorna da Brera nel luogo d’origine sia pure temporaneamente. Si tratta di una grande e delicata pala con la Madonna in trono col Bambino e quattro santi, firmata e datata 1508. Parte centrale di un più grande complesso pittorico, era stata ordinata al pittore cortonese da Giacomo Simone Filippini per la cappella di famiglia nella chiesa di San Francesco a Rocca Contrada (antico nome di Arcevia). Apparteneva al gruppo di opere commissionate a Signorelli durante la sua permanenza ad Arcevia dalla metà del 1507 al giugno 1508, tra cui il grande Polittico di San Medardo del 1507 e il suggestivo Battesimo di Cristo. I tre capolavori sono adesso esposti nella mostra «Luca Signorelli. La Pala di Arcevia e i capolavori di San Medardo» aperta nella cittadina marchigiana.
Testimoniano la svolta matura dell’artista, quando la sua pittura si sviluppa secondo linee moderne. Spazio, luce, volume, ricordano l’educazione toscana quattrocentesca con maestri come i Pollaiolo e Piero della Francesca, ma monumentalità, espressività e gestualità risentono di aggiornamenti cinquecenteschi. Signorelli, attivo da giovane nella Cappella Sistina e poi a Città di Castello, Cortona, Loreto, Orvieto, con tavole e affreschi, era giunto ad Arcevia forse su invito del cardinale Marco Vigerio I della Rovere, nipote di Giulio II, che passava lunghi periodi nel Palazzo episcopale di Rocca Contrada. Lo stemma del cardinale spicca infatti alla base del pilastro destro del grande Polittico di San Medardo, una complessa macchina lignea, con sorprendenti pitture.
LA MOSTRA
«Luca Signorelli e i capolavori di san Medardo. 1508-2008», Arcevia, chiesa di san Medardo fino al 28 settembre. Catalogo Skira