Ritorna Elisa: «Nuovi suoni con voci bianche e Fabri Fibra»

La sua voce è una tavolozza emotiva sempre più articolata e intensa. Lo dimostra cantando dal vivo - accompagnandosi all’organo - brani come Lullaby per presentare Ivy, il nuovo cd più dvd in uscita martedì. Elisa è così, la semplicità fatta persona e trasformata in musica. Nel disco, con inediti, classici rivisitati, duetti con Giorgia e Fabri Fibra, arrangiamenti acustici e cori di bambini (e nel dvd girato da Danni Karlson nei boschi della Valsugana) c’è tutta l’anima dell’artista che timidamente dice: «canto per passione cercando la magia nelle cose semplici. A volte raccontarle sembra banale ma questa è la mia missione. La forza della dolcezza e della purezza». Ma c’è anche il gusto della novità, della contaminazione, con il tocco rap di Fabri Fibra che si incrocia con le voci bianche nella nuova versione di Anche tu anche se. «Le contaminazioni sono belle e sane - sottolinea Elisa - collaborare porta nuova energia. Fabri Fibra ha dato lo spirito giusto alla canzone, mentre il duetto con Giorgia in Pour que l’amour me quitte è nato nel recente Heart Alive Tour» (Elisa non lo dice esplicitamente, ma conferma che ricambierà il duetto nel prossimo cd di Giorgia). Tra le collaborazioni che l’hanno più stimolata quella con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro («è una delle voci maschili più belle») ma stavolta esegue da sola (con il coro) Ti vorrei sollevare, che in originale era condivisa con Sangiorgi. Da neomamma Elisa privilegia i bambini. «Sto preparando un tour speciale per sfruttare il silenzio magico degli spazi teatrali. Vorrei che sul palco ci fosse il coro dei bambini ma è un progetto complesso da realizzare. È iniziato tutto con lo spettacolo benefico Voice For Children». Tra gli inediti l’introspettiva Notalgia, Fresh Air («un brano scritto a 20 anni, quando da parrucchiera cominciavo ad essere una cantante conosciuta, ma la mia vita sentimentale era un disastro, così caricai tutte le mie cose sulla mia Dyane e partii per Londra»), Sometimes Ago. E poi ci sono le cover, molti diverse e quasi antitetiche fra loro. C’è Ho messo via di Ligabue («Tra le sue ballate è quella che preferisco; il testo mi si adatta ora che anch’io non sono più una ragazzina e la vita mi impone di cominciare a mettere via delle cose») e il lato pop rock di Elisa che esplode in 1979 degli Smashing Pumpkins («dedicata ad un anno speciale e alla mia generazione») e in I Never Came dei Queens of the Stone Age («un brano potentissimo che ho inciso anche per motivi personali»). «Non è un’antologia - spiega Elisa - ma una raccolta di cose che mi sono rimaste dentro, che mi appartengono e a cui appartengo».