Ritorna l’arte della calligrafia

Chi ha sulla propria scrivania la penna stilografica? Una domanda un po' superata, nell'era del computer, dove la tastiera e il mouse sono più utili dello stilo? Oggi, via web, in pochi minuti si acquistano azioni in caduta libera alla borsa di Milano, si rivendono sulla piazza di Londra, aspettando che Wall Street le rivaluti! Certamente la stilografica con il pennino un po' inceppato, le macchie d'inchiostro che imbrattano fogli e libri, non sono più indicati per una vita così frenetica. Se i ritmi frenetici dilagano, a Genova c'è chi sta pensando di istituire corsi per imparare a scrivere con una scrittura leggibile, e riabilitare, pensate un po', il «canotto», in altre parole l'asta dove s'infila il pennino per intingerlo nel calamaio.
Questa persona è Gloria Sabatini, titolare del nuovo negozio nel sottopasso di Piazza De Ferrari 3. «Ebbene, per sfatare questo scetticismo, posso dire che molti insegnanti lamentano la brutta grafia dei propri alunni; scrivono con un carattere difficile da decifrare perciò illeggibile. Questo è il più comune dei commenti. Così, pensando ai miei anni giovanili, quando a scuola si facevano due ore di bella scrittura la settimana, mi è venuta l'idea di istituire un corso di grafia e tenere le lezioni in un locale a fianco del mio negozio, questo anche per movimentare il sottopassaggio di De Ferrari - spiega -. Per l'aula didattica vorrei creare una bella scenografia, lavagna d'ardesia, banchi di scuola anni '50, calamai, pennini e “canotto”, carta assorbente, quaderni con la copertina nera e il bordo rosso! Gli insegnanti li ho già trovati, mi mancano solo gli allievi, spero siano muniti di pazienza, estro e buona abilità manuale. Sono convinta di avere una buona affluenza di allievi, ho molte idee, partiamo con la calligrafia per arrivare al gotico moderno e quello antico».
Sarà difficile nell'era delle play station e dei telefonini trovare ragazzini pazienti ed entusiasti per una lenta attività manuale. Resta il timore che gli unici iscritti siano ex allieve e allievi degli austeri ginnasi genovesi degli anni '60. «Sono convinta che porteranno anche i nipotini e collaboreranno ad insegnare questa scrittura lenta a dispetto dello scetticismo; agli inizi sui quaderni ci saranno macchie d'inchiostro, ma con il tempo impareranno. Tutti hanno un po' d'orgoglio personale, non cederanno alle prime difficoltà, vedrete che scriveranno delle belle pagine e anche leggibili», continua la titolare del negozio. Oggi le persone hanno una grafia veloce e, a volte indecifrabile, perché manca la calma che occorre per riuscire a scrivere in modo leggibile. Cercare di leggere una relazione clinica dello specialista, sarebbe una soddisfazione e a volte ci metterebbe anche il cuore in pace, senza dover aspettare la spiegazione del medico di famiglia. Certamente il pennino e il calamaio sono un passo indietro, ma usare la penna ad inchiostro, più lenta, porterà ad una maggiore riflessione a chi deve comporre un brano, fare un tema, o risolvere problemi e quesiti. «La curiosità per la scuola di bella scrittura c'è già, da mesi ne parlo con i clienti più affezionati - conclude Sabatini -. Speriamo che sia possibile iniziare i corsi in autunno».