Ritorna Rhett Butler, il mascalzone fuggito via col vento

Portato sullo schermo da Clark Gable ha "sedotto" milioni di donne. Ora gli dedicano un libro tutto suo. Il mondo visto con gli occhi del misterioso eroe che francamente se ne infischia

Alla fine ci si rimaneva tutti un po’ male. Lei piantata lì sulle scale, un pugno di terra tra le mani, la tenuta da ricostruire, tutta una vita da ricominciare. Si restava increduli, in sospeso: appesi a una battuta conclusiva che - supremo trucco di finzione - ammetteva di prolungare la sospensione dell’incredulità fin dopo il finale della fiction. «Domani è un altro giorno»: come se fuori dal libro e fuori dal film, la storia di Rossella-Scarlett dovesse per forza avere un seguito, chissà quale. L’unico che senza tirarla ulteriormente per le lunghe metteva fine una volta per tutte alla faccenda era Rhett Butler. Il quale, abbandonate Tara e la O’Hara alla loro sorte, incurante di che sarà domani, usciva di scena con una scrollata di spalle e una battuta tranchant: «Francamente me ne infischio». Milioni di lettori e spettatori gliel’avrebbero fatta pagare cara.
La prima che, di tasca sua e a tutti i costi, si è incaricata di vendicare l’impunito eroe “Gone With the Wind” con un ritorno è stata Jennifer Enderlin, direttrice editoriale dell’americana St. Martin’s Press da cui è uscito l’anno scorso, lanciato con un milione di copie, Rhett Butler’s World, il seguito di Via col vento, ora tradotto da Gianna Lonza per Piemme con il titolo Il mondo di Rhett (pagg. 526 pagine, euro 22, da oggi nelle librerie italiane).

Autore del sequel, l’esecutore prezzolato della vendetta di quella potente, fortissima lettrice - «Ho letto il best-long-seller di Margaret Mitchell venti volte», confessa a sua discolpa l’editrice americana: poi, evidentemente insoddisfatta, prima di ricominciare per la ventunesima volta il romanzo, ha deciso di farlo riscrivere -, lo scrittore assoldato per sfidare il fenomeno e misurarsi con la saga più appassionante di tutti i tempi è il 78enne Donald McCaig. Nativo del Montana, agricoltore in Virginia, poeta e pubblicitario, profondo conoscitore della storia Usa e in particolare della Guerra Civile Americana (ci ha scritto un romanzo, Jacob’s Ladder, nel 1998), era l’uomo perfetto per affrontare Rhett. O per affiancarlo, e affrontare con lui tutte le femmine - la Mitchell, la Enderlin, Rossella, Melanie, milioni di lettrici e spettatrici - che, stregate da quel «mascalzone impenitente» (sic!), da quell’«affascinante scapestrato» (sic!), da quel bel tipo con la faccia da Clark Gable, se l’erano visto soffiato via col vento senza riuscire ad acciuffarlo.

In fondo, prima e dopo la fine della sua avventura, «Rhett rimane un eroe enigmatico», protesta l’incontentabile editrice: «È un uomo forte, sexy, all’apparenza privo di moralità ma dall’animo profondamente leale. Un vero mistero». Lanciata dunque in una disamina narratologica del romanzone del 1936, premio Pulitzer nel 1937, osserva: «Margaret Mitchell difficilmente abbandona le due prospettive principali da cui è raccontata la vicenda: il punto di vista di Rossella e quello di un narratore onnisciente esterno alla storia». Nella testa di Rhett, impossibile entrare.

Nel mondo di Rhett, invece, tutte le domande della mandante dell’impresa e forse dei suoi destinatari trovano una risposta. «Che cosa aveva provato quando aveva visto Rossella per la prima volta?». Questo: «Ero lì a fare un innocente sonnellino. Quando mi tiro su, i miei occhi si illuminano alla vista della ragazza più bella che mi fosse mai capitato di vedere. E lei mi lancia un vaso di fiori!». «Che cosa si nascondeva dietro a quei suoi occhi neri brucianti di passione alla vista dell’amata?». Un’autocompiaciuta soddisfazione: «Mio Dio. È esattamente come me!». «Come aveva vissuto la sua infanzia?». Da bambino cattivissimo, sicuro fin da piccolo che: «Soltanto i buoni muoiono giovani». «Che cosa lo aveva reso così ribelle e incapace di sottostare alle norme della società?». L’intuizione di una sacrosanta verità: «Sorella, voglio darti un ultimo consiglio. Vivi la tua vita, non lasciare che siano gli altri a viverla per te».
Che siano proprio le risposte esatte è attestato dal certificato di approvazione rilasciato dagli eredi di Mitchell, che hanno promosso il lavoro di McCaig e autorizzato a diffonderlo sulla scia del capolavoro originale.

Nutrisse ancora dei dubbi, il lettore di oggidì può comunque risparmiarsi di rileggere il poderoso romanzo venti volte. Lo invitiamo a entrare direttamente e rapidamente Nel mondo di Rhett per via telematica. Aprendo il portale www.ilmondodirhett.it non solo si troverà simpaticamente a tu per tu con i Rhett Butler’s People, imparerà da Melanie Hamilton Wilkes le buone maniere di una perfetta signora del Sud o sarà indotto in tentazione da Rossella a specchiarsi nelle vetrine dei negozi e sbirciare di nascosto nell’armadietto delle medicine in casa degli amici. Ma, grazie a un veloce test a risposta multipla, potrà verificare di persona se il punto di vista dell’enigmatico eroe bruno coincida con il suo. Tra le domande: in vacanza andresti in yacht sulla costa francese o in barca per le campagne inglesi? A cena usciresti con Bill Gates o con il principe Carlo? Al casino preferisci il pocker o il black jack? Vivi meglio la tua giornata di sera tardi o di mattina presto? Ami di più il rosso o il blu? Temi di più d’essere annoiato o frainteso? La scelta, liberissima, sta a voi. Attenti però. Potreste scoprire, a onta di Rhett, di stare da sempre segretamente dalla parte del povero, pallido, timido Ashley.